L'arresto di Marra un onere della Raggi: tutti gli avvertimenti del Movimento alla sindaca

"Oneri e onori a Virginia". Tanti gli avvertimenti dei vertici pentastellati su Marra. La Raggi ha fatto di testa sua ed ora dovrà risponderne. Ecco perché ora Marra diventa un onere della sindaca

"Marra? Un virus che infetta il Movimento". Roberta Lombardi pronunciava queste parole a settembre, nel pieno della bufera che stava investendo Virginia Raggi dopo le dimissioni di Marcello Minenna e Maria Romana Raineri. A provocarle, ricordiamo, il grande potere assunto dall'allora vice capo di Gabinetto, in grado di influenzare nomine e provvedimenti amministrativi. Grande era infatti la fiducia che la sindaca riponeva nell'ex dirigente alemanniano; talmente grande da impuntarsi e mettersi contro tutto il Movimento. 

Ecco perché, al di là della vicenda giudiziaria, il nodo diventa ora tutto politico. Sul banco degli imputati c'è ora Virginia Raggi. A lei gli oneri di uscire da questo vicolo cieco in cui si è messa da sola. Più volte è stato chiesto di disfarsi di quella presenza scomoda. Ai primi di luglio la prima ad esplicitare le critiche era stata Roberta Lombardi in un'intervista. All'epoca la Lombardi faceva parte del minidirettorio. Fu l'ufficializzazione della faida interna al Movimento. Quella battaglia la vinse la Raggi: la deputata infatti si dimise dal minidirettorio. 

Tutto finito? Macché! Marra fa e disfa in Campidoglio. Vive al fianco della sindaca, ne detta gli atti. Mal sopporta la presenza della Raineri che viene esclusa da molte riunioni. E' la stessa ex capo di gabinetto a rivelarlo nel suo dossier. Ed è Marra ad ispirare la richiesta di parere all'Anac per farla fuori. Il blitz notturno della Raggi per silularla ne è la conseguenza. Fuori Raineri e Minenna, Marra resta in sella. Il Movimento però non ci sta. Esplode una crisi e il direttorio chiede ufficialmente di far fuori sia Muraro che Marra.

E' lì, a metà settembre, che la Lombardi partorisce la frase sul virus. Ed è qui che tra le nemiche della Raggi spuntano Carla Ruocco e Paola Taverna. Ma anche qui la Lombardi, Ruocco e Taverna e il direttorio perdono. Vince Raggi. Marra resta e viene spostato al dipartimento per il personale, plenipotenziario. Continua a fare e disfare, ora anche a spostare i dirigenti. 

Prepara la macrostruttura e nel frattempo l'Espresso pubblica un'inchiesta sui fatti che oggi ne hanno portato all'arresto. Nuovi dubbi, nuove polemiche, ancora la Lombardi in prima linea e ancora una volta la Raggi che si impunta. "Se Marra va via vado via anche io", dice in una riunione di maggioranza il 2 novembre. Vince Marra che sposta il fratello dai vigili al dipartimento del turismo. Ne nasce una richiesta di parere all'Anac che arriverà a dicembre. 

Nel frattempo, è storia di queste ore, Marra viene arrestato. Raggi l'ha sempre difeso, ora deve rispondere anche lei. I vertici del Movimenti si preparano a presentare il conto. 

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