Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Politica

Arresto Mancini, il Gip: "E' uomo di Alemanno". Bufera dall'opposizione

Il Gip: "L'accusato è un 'uomo di Alemanno' al quale risponde direttamente e nei confronti del quale è in totale soggezione". Le conclusioni dall'analisi di un'intercettazione telefonica

"Non so nulla di questa vicenda. Esprimo piena fiducia nella magistratura e vediamo cosa uscirà fuori da tutta questa storia". Lo ha detto il sindaco Alemanno, commentando l'arresto dell'ex amministratore delegato di Eur Spa Riccardo Mancini. Le manette sono scattate questa mattina per l'ex ad accusato di concussione e corruzione nell'ambito dell'inchiesta coordinata dal pm Paolo Ielo sul collegamento filobus di Laurentina.

E la bufera mediatica si abbatte sul primo cittadino uscente nonché candidato alle prossime comunali. Una telefonata intercettata tra Alemanno e Mancini spiegherebbe il perché. La conversazione ascoltata dagli inquirenti "dimostra che il menager, rispetto al sindaco, è in un rapporto di totale subordinazione". Per il gip "la telefonata in questione conferma, in definitiva, che l'accusato è un 'uomo di Alemanno' al quale risponde direttamente e nei confronti del quale è in totale soggezione".

Per il magistrato "si tratta di un fidatissimo collaboratore che il sindaco ha portato con sé dalla politica per passare direttamente alla amministrazione attiva, affidandogli non solo ufficiali incarichi in enti pubblici, ma anche importanti ruoli nell'ambito del Comune di Roma". Particolare, quello del rapporto per i giudici evidentemente di subordinazione, che non entra direttamente nelle responsabilità dei fatti.

LA TELEFONATA - "Le intercettazioni sono certamente allo stato irrilevanti per dimostrare una diretta partecipazione di Gianni Alemanno all'illecita azione, sono tuttavia idonee a dimostrare l'esistenza di un rapporto con Riccardo Mancini che va ben oltre quello personale". Questo in un passaggio dell'ordinanza di custodia cautelare che specifica: "In tale conversazione il Sindaco chiede conto a Mancini dei suoi comportamenti tenuti nella gestione dell'ente Eur e lo rimprovera in maniera aspra e decisa, dimostrando la subordinazione dell'interlocutore". Durissima la reazione degli esponenti politici di opposizione.

LE REAZIONI - "Dopo l'arresto di Riccardo Mancini, ex amministratore di Eur Spa nonché braccio destro del Sindaco, che cosa aspetta Alemanno a dimettersi?". Lo afferma, in una nota, il capogruppo Udc in Campidoglio Alessandro Onorato. "E' l'ennesimo scandalo - aggiunge - che colpisce ancora una volta la cerchia degli uomini più vicini a questa amministrazione e conferma il fallimento di un'esperienza che, per fortuna, sta per finire. Questi scandali - conclude - sono ancora più insopportabili alla luce del vergognosi livello del trasporto pubblico romano".

"Alemanno faccia un passo indietro, l'arresto di Mancini è un fatto gravissimo". A dirlo è Ignazio Marino, candidato alle primarie del centrosinistra per la corsa in Campidoglio. "Mancini era il tesoriere di Alemanno quando l'attuale sindaco era in corsa per il Comune di Roma - aggiunge - Adesso Alemanno rifletta su quanto è successo e sul fatto che molti di quelli che gli sono vicino sono stati accusati di reati gravi".

Anche David Sassoli, altro candidato alle primarie del centrosinistra, chiede ad Alemanno "di assumersi le proprie responsabilità. La Magistratura farà il suo dovere, ma questo scandalo mette la parola fine alla stagione di Alemanno e della destra a Roma". Sulla stessa scia Paolo Gentiloni: "Oggi chiediamo ad Alemanno uno scatto di responsabilità e le dimissioni del presidente di Multiservizi Panzironi, perché a quanto pare è stata utilizzata un'azienda comunale per far crescere il numero dei manifestanti del Pdl a Piazza del Popolo".

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