Arresti movimenti casa, Paolo di Vetta e Luca Fagiano in sciopero della fame

I due attivisti, agli arresti domiciliari dallo scorso 13 febbraio, respingono le accuse. Giovedì sono iniziati gi interrogatori di garanzia

Paolo di Vetta e Luca Fagiano, due dei 17 attivisti dei movimenti per il diritto all'abitare sottoposti a misure cautelari dallo scorso 13 febbraio, hanno iniziato lo sciopero della fame. I due esponenti dei movimenti, agli arresti domiciliari insieme ad altre cinque persone, mentre le restanti sono state sottoposte all'obbligo di firma, sono stati arrestati per la manifestazione del 31 ottobre scorso quando, nel giorno della conferenza Stato-Regioni con al centro proprio il problema della casa, il corteo, diretto in via della Stamperia e bloccato all'altezza di via del Tritone, si fronteggiò con le forze dell'ordine. “Questa è l'unica forma di lotta che ci sembra praticabile ed efficace nella nostra condizione” spiegano Di Vetta e Fagiano in una nota.

I due attivisti, nel comunicato con cui annunciano l'inizio della protesta, si scagliano contro le politiche di austerità e di privatizzazione dei servizi ma anche contro la staffetta al Governo “in nome della stabilità”. Una stabilità che per i due esponenti dei movimenti “rende le nostre vite sempre più schiave della produttività e delle esigenze delle imprese. L’idea è chiara: attraverso il ricatto della disoccupazione renderci ancora più precari e disponibili, metterci tutti contro tutti in regime di concorrenza spietata dentro il grande mercato globale”. Anche gli arresti si inseriscono in una “costruzione tutta politica dell’operazione” per “metterci a tacere”.

Continua la nota: “Del resto sono passati ben 5 mesi dai fatti che ci vengono imputati. In questi 5 mesi abbiamo partecipato a decine di manifestazioni, scritto comunicati e contribuito alla stesura di delibere (Piano per l'emergenza abitativa regionale, ndr). Solo ora si accorgono della nostra grande pericolosità?” scrivono Di Vetta e Fagiano ripercorrendo i numerosi incontri e tavoli con le istituzioni a cui hanno partecipato, dal Governo al Comune passando per la Regione, con al centro il blocco gli sfratti.

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Intanto, come riportano i movimenti per il diritto all'abitare, giovedì si sono tenuti gli interrogatori di garanzia dei 17 attivisti. Nei prossimi giorni “si attendono le decisioni del Gip”.

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