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Armi ai vigili, l'Arvu denuncia: “Pressioni sui vigili precari perché accettino l'arma”

L'associazione romana vigili urbani denuncia: “il 60-70% dei vigili di Roma non vuole l'arma a queste condizioni", cioè per difesa personale, come prevedono i regolamenti di altre città"

Si riaccende la polemica sulle armi ai vigili urbani. E' di oggi la denuncia dell'Arvu, associazione romana vigili urbani, secondo la quale i 500 vigili urbani precari "vengono ricattati perché accettino di dotarsi della pistola".

Per denunciare l'accaduto, l'associazione che è stata la prima a volere l'armamento dei vigili, ma la prima a contestare la delibera che ne ha sancito il ritorno, ha convocato una conferenza stampa ad hoc a cui era presente, oltre al presidente Arvu Mauro Cordova, anche il presidente del sindacato autonomo dei vigili urbani Ospol Luigi Marucci.

"A questi precari" ha aggiunto il presidente Cordova, "vogliamo dire che saranno tutelati anche legalmente con il patrocinio gratuito per coloro non iscritti alla nostra associazione". Tra le denunce elencate, però non documentate, il fatto che "qualcuno, dal mondo politico, fa terrorismo ai precari dicendo loro che se non prendono la pistola non gli viene rinnovato il contratto".

Ma, non solo. Nella polemica che vede alleati Arvu e Ospol contro il Campidoglio, e in particolare contro il sindaco Gianni Alemanno, c'è il dato secondo il quale "il 60-70% dei vigili di Roma non vuole l'arma a queste condizioni", cioé "per difesa personale", come prevedono i regolamenti di altre città".

In particolare, hanno precisato Cordova e Marucci "nessuno al VI e al III Gruppo vuole l'arma". Arvu e Ospol chiedono che "venga tracciato un profilo del vigile (compiti precisi); sburocratizzata la funzione (19 fogli da compilare per un incidente stradale); più medicina preventiva (in 3 anni 10 vigili morti per tumore)".

Il sindacato dei vigili urbani ha quindi voluto annunciare che contro questo regolamento della giunta Alemanno darà battaglia con un ricorso al Tar e, se necessario, ricorrerà anche alla Corte dei Conti per verificare se la norma non arrechi un danno alle casse dell'amministrazione.

Al sindaco le due associazioni rivolgono una richiesta: "Andare dal suo governo e far cambiare la norma che limita alla difesa personale l'uso dell'arma per i vigili urbani".
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