Martedì, 16 Luglio 2024
Politica Torricola / Via Appia Antica

Quaranta ettari del parco dell'Appia Antica in vendita ai privati. Monta la protesta

La cessione dei terreni della Fondazione Gerini alimenta la reazione dei comitati e le richieste di acquisizione di nuove aree per il parco dell'Appia Antica

Non c’è solo l’area dove la Onlus Ciampacavallo svolge la sua attività, tra quelle che la Fondazione Gerini ha messo in vendita nel parco dell’Appia Antica. Complessivamente le superfici che sono destinate alla cessione, ammontano a circa quattrocentomila metri quadrati.

La fondazione Gerini e le acquisizioni 

Una parte di questi terreni sono stati attenzionati dalle amministrazioni locali. E’ il caso, ad esempio, del casale dell’ex Mulino che si trova all’interno del parco della Caffarella. In quel caso l’ente parco ha manifestato l’interesse all’acquisizione, per farne una sorta di ostello in grado di ospitare fino a 35 pellegrini. Anche il municipio VII ha proposto al comune di comprare un terreno, del valore di 117mila euro, situato a cavallo tra il parco di Tor Fiscale e quello degli Acquedotti. In precedenza, proprio dalla fondazione Gerini, era stato acquistato anche il Casale seicentesco della Vaccareccia, immesso nel patrimonio pubblico nel 2016. Su quel casale, una sorta di simbolo per la Caffarella, il Comune ha peraltro ora deciso d’investire 6,5 milioni per “il restauro e la rifunzionalizzazione”.

L'indignazione dei cittadini per la mancata prelazione

Nel complesso però le superfici recentemente rilevate sono di modeste dimensioni, se paragonate alle aree che era possibile acquisire e che, complessivamente, ammontano a 40 ettari. Tanta roba. Così tanta da suscitare la reazione di quanti, da molti anni, si battono per ampliare le aree a disposizione del pubblico nel parco dell’Appia Antica.  “Su questi 40 ettari lo Stato, la Regione ed il Comune non hanno esercitato il diritto di prelazione” ha fatto notare Rossana De Stefani, presidente dello storico “Comitato per la Caffarella”.

“Quando due mesi fa è uscita la notizia, si sono tutti stracciate le vesti: si doveva assolutamente salvaguardare il patrimonio pubblico, ma nulla si è fatto”. La conclusione dei cittadini è amara. “Constatiamo a malincuore come, nonostante la creazione di due strutture pubbliche a protezione del Parco, una regionale e l’altra statale (l’ente parco regionale ed il parco archeologico dell’Appia Antica) non si riesca a conservare e preservare questo immenso patrimonio”.

Dossier - La storia degli espropri mai reclamati che hanno bloccato l'ampliamento della Caffarella

Un'altra area da espropriare: la Farnesiana

Il tema dell’acquisizione delle aree private, nel parco dell’Appia Antica, è stato anche al centro di una recente conferenza stampa organizzata da Italia Nostra all’ex Cartiera Latina, sede proprio dell’ente parco. In quell’occasione è stata evidenziata la necessità di espropriare l'area della Farnesiana. Si trova su un altopiano, in “un lembo di campagna rimasto fermo nel tempo” e si sviluppa per “circa 20 ettari con un piccolo antico bosco e 3 casali” hanno spiegato in quell’occasione il presidente Oreste Rutigliano e la vicepresidente Anna Rita Cipriani, asserendo che è un “prezioso ultimo collegamento tra Tor Marancia ed il selciato dell’Appia”.

Al riguardo Rutigliano ha evidenziato che su quell’area “grave sempre il pericolo di vendita dei casali a ricchi privati che non avrebbero difficoltà a farne delle dimore riservate a sé stessi ed alle loro piccole corti”. Su quell’area, ancora invenduta, l’associazione che fu di Antonio Cederna ha riacceso i riflettori. “Consentirebbe di compiere un enorme balzo in avanti di valore dell’intero parco regionale”.

Un casale nell'area della Farnesiana

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