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Giovedì, 23 Maggio 2024
Politica

"Una vita più smart". L'appello al Campidoglio per incentivare il lavoro agile

L'iniziativa è stata lanciata dall'attivista Flavia Restivo per ridurre il traffico e migliorare la vita dei lavoratori

“Andiamo a combattere con il traffico” Comincia così il video – appello, con la partecipazione dell’attore ed influencer, Leonardo Bocci, per chiedere un maggiore utilizzo dello smart working per i dipendenti pubblici e privati di Roma. Un’iniziativa lanciata dall’attivista Flavia Restivo, già candidata alle ultime elezioni per il consiglio capitolino. L’appello arriva dopo la diffusione, nelle passate settimane, della classifica stilata da Tom Tom Traffic per il 2023, dalla quale è emerso che ogni automobilista romano perde, ogni anno, 107 ore di vita nel traffico. Numeri che, probabilmente, sono destinati ad aumentare vista la congestione della Capitale e causa, soprattutto, dei numerosi cantieri aperti.

Nuove regole per lo smart working

Oltre a prendere come spunto i dati sulla congestione del traffico a Roma, l’appello nasce dal fatto che, dal 1° aprile 2024, lo smart working dovrà essere regolato da un apposito accordo per tutte le categorie di lavoratori, “riducendo drasticamente il numero delle persone che ne  avranno accesso” scrive Restivo. “Ma se tutte le aziende e gli enti che potessero attuarlo invece lo concedessero, cosa accadrebbe?” si chiede.

Traffico

Fermo restando che “i mezzi di locomozione non sono la prima fonte di inquinamento”, garantire lo smart working “a chi potrebbe usufruirne per tipologia di lavoro svolto e a chi volesse optarne, rappresenterebbe una parziale soluzione per alleviare il traffico delle nostre città ed in questo caso di Roma, con il risultato di migliorarne anche la qualità dell’aria”.

Smart working come possibilità

Il lavoro agile non deve essere obbligatorio ma una possibilità, quasi automatica, per chi può svolgere in determinati contesti lavorativi. Secondo Restivo, il lavoro da remoto potrebbe “garantire alle persone di vivere davvero in una città dei 15 minuti e alternare giornate frenetiche e sfiancanti a giornate di vita più funzionale”.

I benefici dello smart working

I benefici dello smart working “sono ormai da tempo noti: miglioramento della produttività, miglioramento della salute mentale, abbassamento degli spostamenti e quindi riduzione dell’impatto ambientale”. Benefici che, ad esempio, la Giunta regionale del Lazio ha messo nero su bianco nuovo piano integrato di attività e organizzazione (Piao) 2024-2026. Non solo i dipendenti hanno una vita meno frenetica. Anche l’utenza, sempre secondo la Regione, ha beneficiato di questo strumento. Peccato, però, che alla fine è stato deciso di ridurre le giornate di smart working per i dipendenti regionali da 8 volte al mese nel 2022 a sole 6 nel 2024. Peggio è andata a chi lavora per il consiglio regionale che potrà beneficiare dello smart working una volta a settimana.

Appello al Comune di Roma

Nel resto d’Europa il lavoro agile si è continuato ad evolvere anche dopo la pandemia da Covid- 19 “dove da diversi anni queste modalità di lavoro sono concordate con una legge specifica che definisce diritti e doveri dei lavoratori e dei datori di lavoro”.  Da qui la richiesta al Comune di, “concedere lo smart working non solo ai propri dipendenti e alle proprie strutture, ma di invitare tramite un comunicato anche le aziende private presenti sul territorio ad intraprendere o perseguire una modalità ibrida o da remoto di lavoro”. A Roma ci sono iniziative spesso in controtendenza tra loro. Per fare due esempi, ad ottobre 2023 è arrivato lo stop allo smart working per tutti i dipendenti degli uffici di Ama. Dall’altra parte a Risorse per Roma, è diventato strutturale l’istituto dello smart working su base volontaria per almeno due giorni a settimana con l'erogazione del buono pasto  anche per le giornate di lavoro agile.

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