Politica

Anna Maria Cancellieri al Ministero dell'Interno

Romana, 68 anni, laureata in Scienze politiche nella Capitale, è la seconda donna ad arrivare al Viminale nella storia repubblicana, dopo Rosa Russo Iervolino

Per la seconda volta dal 1861 ad oggi una donna si siede sulla poltrona di ministro dell'Interno. La prima era stata Rosa Russo Iervolino (ottobre 1998-dicembre 1999, governo D'Alema). Oggi tocca ad Anna Maria Cancellieri, prefetto in pensione, dallo scorso 20 ottobre commissario straordinario al Comune di Parma. Nata a Roma nel 1943, sposata e con due figli, nonna, laureata in Scienze politiche nella capitale, giornalista pubblicista, Cancellieri inizia nel 1972 la sua carriera direttiva al ministero dell'Interno. Viene nominata capo ufficio stampa e relazioni esterne della Prefettura di Milano e responsabile del progetto Efficienza per la pubblica amministrazione. Continua a svolgere diversi incarichi nella prefettura del capoluogo lombardo - dove ha casa - tra i quali quello di sub-commissario al Comune.

Nel luglio del 1993 viene nominata prefetto e torna a Roma, alla Direzione centrale per la documentazione presso la Direzione generale per l'Amministrazione generale e per gli affari del personale. Nel 1994 è a Parma come Commissario straordinario del Comune. In seguito assume gli incarichi di prefetto di Vicenza, Bergamo, Brescia, Catania e Genova. Nel 2009 va in pensione. Ma a fare la nonna resta per poco tempo. Nel novembre di quell'anno viene infatti nominata commissario straordinario del Teatro Bellini di Catania. Nel febbraio 2010, il suo predecessore al Viminale, Roberto Maroni, la chiama a guidare - sempre nel ruolo di commissario - il Comune di Bologna, in seguito alle dimissioni del sindaco Flavio Delbono, travolto dal cosiddetto Cinzia-gate. Rimane nel capoluogo emiliano fino alle elezioni del 2010, ottenendo grande popolarità nella città e riconoscimenti bipartisan.

Fino alla proposta di una candidatura a sindaco da parte di una lista civica in seguito appoggiata dal centrodestra. Lei, dopo averci pensato qualche giorno, rifiuta per l'"indisponibilità ad essere espressione di qualsiasi schieramento politico nazionale o locale". Rimane quindi in stand-by per qualche mese e torna in pista ancora come commissario, sempre in Emilia, ma questa volta a Parma, dopo le dimissioni del sindaco Pietro Vignali. Dopo neanche un mese c'é però la chiamata del duo Napolitano-Monti, a caccia di 'quote rosa' nel gabinetto tecnico guidato dal professore. Anche su questo il prefetto ha le idee molto chiare: "io - ha detto - l'8 marzo l'abolirei, la donna non deve sentirsi razza a parte perché siamo molto meglio degli uomini".

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