Tragedia via Aurelia, Pau: "Ennesima tragedia che attanaglia la categoria"

"Non ci resta che stringerci attorno alla famiglia per questo dolore immenso"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

Una guardia giurata, C. A. , ha ucciso con una pistola la moglie, poi si e' suicidato: e' accaduto a Roma, all'interno di un appartamento in via Aurelia. I due avevano un figlio che al momento dell'episodio non era a casa, ma a scuola dove ad aspettarlo c'era suo nonno. È l'ennesima tragedia che attanaglia la nostra categoria afferma Roberto Pau GpG e Segretario dell'Anggi (associazione nazionale Guardie Giurate Italiane) che nel stringerci - continua Pau - al dolore della famiglia , vogliamo anche sottolineare lo stress e la crisi economica che attanaglia il settore e gli stessi operatori della Vigilanza sono sottoposti fermo restando le dinamiche di questa tragedia. Le condoglianze giungono anche da parte del sindacato Usipe che sottolinea come queste tragedie si stiano verificando troppo di frequente come per le morti degli operatori in servizio e gli assalti ai portavalori.

Il settore della vigilanza privata fanno notare dal - sindacato Usipe - occupa in Italia circa 48.000 addetti, dipendenti di circa 860 Istituti di Vigilanza, di cui le Guardie Giurate Particolari sono circa 43.000 . Il maggior numero delle Guardie Giurate continua la nota del sindacato ha una età compresa tra i 35 e i 44 anni e prevalentemente sono uomini (circa 40.000) "Al di là di questi gravissimi fatti che coinvolgono persone care, i numeri che attanagliano la categoria sono decisamente importanti e che disegnano la fotografia economica del settore, - spiega un Dirigente sindacalista del comparto sicurezza civile - si può che parlare di un comparto in grossa difficoltà: sia le Imprese che gli operatori GpG soffrono di una carenza da parte del legislatore sulla normativa di riferimento che si sono susseguite negli anni sia a livello nazionale che europeo, non hanno certo agevolato la crescita del settore, ma anzi hanno contribuito a far emergere ulteriori criticità. Alle difficoltà aziendali, hanno fatto seguito i tantissimi malumori degli agenti GpG, che hanno visto loro malgrado, equiparare il loro status di guardia giurata a quello dei pubblici ufficiali con il conseguente aumento di oneri e responsabilità, senza parimenti godere dei benefici e onori di quest'ultimi. Inoltre gli orari di lavoro, quasi ovunque inspirati al modello del cosiddetto 5 + 1, hanno fatto sì che molte GpG, dopo anni ed anni di lavoro notturno a cui non ha fatto seguito un adeguato sistema dei riposi, non potessero avere una vita che potremmo definire "normale".

Non e' un caso infatti che il numero di suicidi o episodi con la pistola di ordinanza nel periodo 1996-2006 ha avuto una incidenza del 11.7% per 100.000 persone contro una incidenza dell' 0,7% delle persone che fanno altre attività per 100.000 abitanti. (Fonte Università degli Studi di Milano Psicologia e Medicina Ma il suicidio altro non e' che la punta di un iceberg, quella a cui si da' ovviamente più risalto; separazioni e problematiche nel manage familiare sono il substrato nascosto di una difficoltà che vede le guardie giurate spesso escluse dal mondo delle relazioni interpersonali. Sicuramente una delle fonti di questo problema va ricercata nell'alternanza di lavoro e riposo, dove ad un ciclo di lavoro molto lungo e stressante, prestato prevalentemente di notte, non si alterna un ciclo di riposo che consente al GpG di avere rapporti sociali sereni e proficui. In un'ottica di salvaguardia e promozione del benessere psico-fisico del lavoratore, il sindacato U.Si.Pe. insieme all'associazione di categoria l'ANGGI, ha avviato già da tempo una serie di iniziative di protezione e benessere delle GpG a livello nazionale, anche attraverso lo sviluppo di progetti pilota che possano essere poi traslati nelle altre realtà locali ". Ora - conclude la nota - non ci resta che stringerci attorno alla famiglia per questo dolore immenso.

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