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Anello Verde, Montuori incontra i cittadini (online): "Potete presentare proposte fino a fine dicembre"

“Questo incontro è dedicato all’ascolto delle tante realtà territoriali", ha detto Montuori. Dai cittadini sono arrivate considerazioni, proposte e anche alcune critiche

Si è tenuto ieri il quarto e ultimo degli incontri online organizzati dall’amministrazione capitolina in merito allo schema di assetto generale dell’Anello Verde, che unisce un piano di valorizzazione del sistema ferroviario e delle sue stazioni, da quella Tiburtina alla Trastevere passando per Tuscolana, alla potenzialità ambientali e culturali del quadrante est cittadino. Dopo il webinar sulla forestazione urbana, quello sulla rete culturale e un terzo incontro dedicato alla mobilità, ieri è stata la volta di un confronto con i cittadini. All'incontro hanno preso parte l'assessore all'Urbanistica, Luca Montuori, e la direttrice degli uffici Rigenerazione Urbana del Comune, Silvia Capurro. Assente invece l'assessore alla Mobilità, Pietro Calabrese, "impegnato in una discussione di alcune delibere di sua competenza in Consiglio".

“Questo incontro”, ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Luca Montuori, “è dedicato all’ascolto delle tante realtà territoriali che all’interno di quest’area così vasta hanno sviluppato negli anni reti di sussidiarietà sociale e hanno configurato uno spazio pubblico a tutti gli effetti mai mappato ufficialmente e che ha bisogno di essere introdotto all’interno di strumenti di pianificazione formale della città”. Nella pratica cittadini, associazioni e realtà del territorio hanno la possibilità di inviare delle proposte compilando un form online attivo per tutto il mese di dicembre. Ognuna di queste verrà valutata prima della chiusura di questa prima fase che prepara all’approvazione delle linee di indirizzo, già passate in Giunta capitolina, in Aula Giulio Cesare. “Per quanto possibile recepiremo le proposte della delibera attuativa”, ha poi aggiunto Montuori nel corso dell’incontro, durato quasi due ore. La fase di partecipazione per l'invio delle proposte è iniziata il 13 novembre scorso e terminerà a fine dicembre.

L’assessore Montuori ha ricordato i “tre temi” principali che pongono le linee di indirizzo dell’Anello Verde: le reti culturali “in grado di restituire valore aggiunto ai territori”; il potenziamento della rete su ferro esistente tramite la “riqualificazione dei sistemi di accessibilità”; la relazione “tra la natura e il costruito”. La tutela di una rete ecologica, che si dovrebbe estendere dal lago Bullicante al parco archeologico di Centocelle, è garantita “andando a scongiurare l’edificazione prevista in alcuni comparti, concentrandola all’interno di alcuni poli già strutturati” dove i valori immobiliari più alti “riducono le cubature”, ha spiegato Montuori che rispondendo alle domande e alle considerazioni dei cittadini ha informato: “Sono già arrivati dei ricorsi”.

Dai cittadini, alcuni intervenuti in rappresentanza di realtà più estese, sono arrivate considerazioni, proposte e anche alcune critiche. Dal comitato di quartiere di via del Mandrione la richiesta di pensare a quella strada come una “ricucitura urbana” tra i quartieri che si estendono dalla Casilina alla Tuscolana, all’altezza del Quadraro, “utilizzandola come asse di mobilità dolce, limitando il traffico veicolare ai soli residenti”.  Dalle Brigate Verdi arriva la proposta di “utilizzare il tracciato dell'ex tramvia da Rebibbia fino a Tivoli come pista ciclabile”. Dal comitato di Villa Certosa segnalano che il quartiere è privo di aree verdi. “Le uniche presenti sono private e in stato di assoluto degrado. All'interno di questa importante delibera possono essere mappate e integrate per rendere questo quartiere più vivibile?”.

Nel merito della linee di indirizzo è entrato invece il Gruppo ambiente e territorio della Libera assemblea di Centocelle. “Condividiamo la filosofia della delibera ma studiando le carte abbiamo individuato una serie di criticità che ne minano l’efficacia”. Tra i punti esposti: “Mancano alcune aree importanti” come il parco di Centocelle e il Somaini, “coinvolto solo in piccola parte”; dalla mappa è esclusa “la parte più orientale della rete ecologica, come invece previsto nella mozione del 2018” e infine i pratoni di Torre Spaccata che costituiscono “un’area fondamentale per la connessione ecologica ma non sono oggetto della delibera. Ultimo punto: le compensazioni urbanistiche. “Il piano Casilino non è mai stato approvato e molti dei terreni in questione sono soggetti a vincoli. Ci chiediamo quale valore abbiano queste previsioni”.

In merito alla stazione Tiburtina non sono mancate le polemiche relative al taglio degli alberi. “Sul piazzale ovest saranno abbattuti solo due alberi. Tutto il resto è un polverone”, ha replicato l’assessore Montuori. “Saranno poi eliminate piante già morte mentre piantumeremo 50 nuovi alberi”. In merito al fatto che la maggior parte delle cubature che verranno concentrate soprattutto attorno alla stazione Tiburtina e sulle aree dello Sdo di Pietralata, Montuori ha commentato: “Crediamo che si necessario mentenere una delle quattro aree direzionali previste dallo Sdo, se non altro perché Roma Capitale ha espropriato 200mila metri quadri di terreni, investendo in passato importanti risorse per un sistema direzionale moderno”, ha detto. “Crediamo sia importante che un polo direzionale moderno sia collegato anche all'accessibiltà rappresentato dalla stazione Tiburtina, dove arrivano i treni Av, quelli regionali, i bus, e i pullman. Quel punto può supportare uno sviluppo e l'obiettivo è trasferire nell'area del piazzale est eventuali cubature residue dello spostamento Sdo-Casilino, altrimenti questo Sdo-Casilino non si sposterà mai. E' vero che si tratta di un piano particolareggiato mai attuato (e mai approvato,ndr) ma è pur sempre uno strumento che esiste. Portando verso il centro alcune cubature queste potranno diminuire con un pari valore economico”.

Dal Forum del Parco delle Energie, in attesa dell’esproprio dell’area rimasta privata, e quindi fuori dal monumento naturale del lago Bullicante, chiedono di mettere “al centro i crediti di benessere degli abitanti di Roma e non i crediti edificatori e la tutela delle rendite” ed esprimono preoccupazione in merito agli impatti della nuova stazione Pigneto “sul tessuto sociale del quartiere, già fortemente destrutturato dalla totale assenza di politiche per contenere il prolificarsi di attività di somministrazione e di ricezione b&b”. Montuori ha replicato: “Non rinuncerei mai a un nodo ferroviario per la paura che stravolga la vita al quartiere”. Poi ha aggiunto: “Condivido i timori verso possibili processi di gentrificazione rispetto ai quali bisogna mettere in campo politiche urbane”.

Intanto oggi è stato pubblicato sul sito dell’Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros un lungo documento, scritto dal laboratorio di Urbanistica e Paesaggio dell’associazione con contributi di Claudio Gnessi, Romina Peritore (Ecomuseo Casilino) ed Emilio Giacomi (Italia Nostra) che evidenzia una serie di criticità puntuali dello strumento urbanistico ed avanza una serie di richieste di integrazione puntuale. “Riteniamo che lo schema d’assetto, con i dovuti correttivi, possa essere un punto di partenza importante per la città, purché si trovi il modo di comprimere i tempi di attuazione degli strumenti prescrittivi”, si legge in un passaggio.

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