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Venerdì, 14 Giugno 2024
La frenata

La "ruspa" di Salvini sui cantieri di Roma. Tagliati i fondi per la chiusura dell'anello ferroviario

Il Ministero dei Trasporti ha rimodulato 2,5 miliardi di euro del Pnrr: tolti 175 milioni per la ferrovia tra Vigna Clara e Tor di Quinto. La promessa: "Rifinanzieremo opera nel 2024"

“Nessun arretramento per l’opera”, ha fatto sapere il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Ma Roma trema davanti all’ennesimo ostacolo alla chiusura dell’anello ferroviario. Proprio adesso che c'erano risorse e una road map ben definita. Il ministro Matteo Salvini ha deciso di definanziare la tratta tra Vigna Clara e Tor di Quinto che, dopo la riattivazione della linea Vigna Clara-Valle Aurelia, è uno dei tasselli che restano per completare l’arco nord e dare alla Capitale quella Circle Line che attende da quasi un secolo. 

Salvini taglia i fondi per la chiusura dell'anello ferroviario di Roma

Per la Vigna Clara-Tor di Quinto, opera da 382 milioni di euro, sul piatto c’erano già 262 milioni, ma la rimodulazione delle risorse del Pnrr voluta da Salvini - contenuta in un’informativa del Mit al Cipess che RomaToday ha potuto visionare - ne ha tolti 175. Quel che rimane, meno di un quarto del costo complessivo, è troppo poco anche solo per la posa della prima pietra. Salvaguardato invece il lotto relativo al raddoppio della Vigna Clara-Valle Aurelia che la recente road map di Rfi prevede entro il 2025. 

Un secolo di attesa: cosa manca per chiudere l’anello ferroviario di Roma

Una rimodulazione per un importo complessivo di 2,5 miliardi di euro e che, si legge nel documento del Ministero, coinvolge “interventi per i quali lo stato progettuale non consente di bandire la gara entro il 2023”. Tra quelli di interesse per la Capitale il raddoppio della tratta tra Cesano e Vigna di Valle sulla Roma-Viterbo (-234 milioni); -179 milioni di euro per il il quadruplicamento della Capannelle-Ciampino e la seconda fase del raddoppio sulla Lunghezza-Guidonia, da Bagni di Tivoli a Guidonia (-76 milioni). I fondi sono stati spostati “su progetti con fabbisogno urgente”, con particolare riguardo per alcune opere del nord Italia. 

“Nessun cantiere bloccato. Nessuna penalizzazione: per il 2024 c’è già l’impegno del Mit per finanziare tutte le opere garantendo il rispetto dei cronoprogrammi. Le risorse che saranno spostate a breve verranno subito riproposte, perché solo dall’anno prossimo potranno essere spese”, ha specificato in una nota il Ministero guidato da Salvini. 

Tempi anello ferroviario

Per Roma la Circle Line è una chimera

Ma Roma non ci sta e protesta. “E’ una brutta notizia quella del definanziamento da parte del Ministro delle Infrastrutture sul progetto della chiusura dell’anello ferroviario. Un’opera indispensabile per l’intera città, attesa da anni e su cui nell’ultimo anno e mezzo con l’amministrazione capitolina ed RFI abbiamo lavorato concretamente andando avanti con la progettazione e la programmazione”, ha commentato il presidente del Municipio XV, Daniele Torquati. “Una scelta poco seria del governo, che ha trasferito gli stessi fondi per altre opere al nord e che dimostra ancora una volta il poco interesse per le periferie romane e per la loro crescita. La promessa è che gli stessi fondi saranno reinseriti nella legge di bilancio di fine anno, ma noi alle promesse preferiamo i fatti e per questo non resteremo a guardare. Per il nostro territorio e per Roma”.

Anello ferroviario arco nord

“La chiusura dell’anello è fondamentale, combatteremo in parlamento e in consiglio comunale per correggere una scelta del Mit che non condividiamo”, così Valentina Grippo e Francesco Carpano, rispettivamente deputata e consigliere capitolino di Azione. “Combatteremo sperando ci sia un’adesione trasversale su questo obiettivo da parte di tutti coloro che rappresentano le istituzioni e che conoscono gli ostacoli che Roma da tempo vuole superare per diventare più vivibile e competitiva nel mondo. Portare la rete dell’alta velocità su Fiumicino, aumentare l’offerta ferroviaria ai romani, potenziare la logistica del trasporto merci - concludono - sono, infatti, tutti benefici che la Capitale e l’Italia perderebbero se venisse rinviata la realizzazione di un’opera strategica che si attende da decenni”. 

Quei treni a otto metri di altezza davanti alle finestre della Roma bene

Il Ministero dei Trasporti: "Nessun cantiere bloccato"

Non si fa attendere la replica della Lega. “L’anello ferroviario è una priorità per Roma, e le opere in programma per il suo completamento saranno realizzate. Non ci sono cantieri bloccati, progetti stralciati o lavori rinviati: 2,5 miliardi sono destinati ad accelerare i cantieri strategici che già oggi hanno bisogno di risorse e beneficiano anche della spinta del Pnrr. Per il 2024 - sottolinea il gruppo capitolino Lega Salvini Premier - c’è già l’impegno del Mit per le opere previste garantendo il rispetto dei cronoprogrammi. Le risorse sono assolutamente garantite e solo dall’anno prossimo potranno essere spese: alcuni progetti sono immediatamente cantierabili, altri ancora no. Per l’anello ferroviario questa è la volta buona. L’impegno della Lega e del governo di centrodestra per Roma è quotidiano, come dimostra anche l’attenzione ai cantieri della metro e l’ultima norma approvata nel CDM. Dopo decenni di discussioni e rinvii, è arrivato il tempo del fare, e del fare bene, evitando strumentali polemiche agostane”. 

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