Tensioni nel M5s, Mazzillo sgridato ci ripensa: "Io in linea con Raggi"

Passo indietro dell'assessore al Bilancio: "Ho solo richiamato l'attenzione di tutti ad un rispetto rigoroso dei conti". Grillo e Casaleggio attesi a Roma in settimana

Andrea Mazzillo, assessore al Bilancio

L'assessore al Bilancio corregge il tiro e affida a Facebook i chiarimenti necessari a smorzare i toni di quanto uscito sui giornali nelle ultime 48 ore. Andrea Mazzillo, titolare dei conti capitolini e fedelissimo di Virginia Raggi, che all'improvviso perde la pazienza, attacca l'operato della sindaca e della sua giunta, si allinea al presidente dell'Aula Marcello De Vito e all'asse "lombardiana", e palesa più di un mal di pancia per i diktat calati dalla Casaleggio? Sono "ricostruzioni stampa". Perché "sia chiaro - precisa l'assessore nel tentativo di buttare acqua sul fuoco - che condivido pienamente le linee strategiche e operative della sindaca Virginia Raggi"

Un dietrofront due giorni dopo le dichiarazioni, pesanti, a Sergio Rizzo di Repubblica: "Francamente non si capisce perché si senta il bisogno di affidare certi incarichi delicati a persone che non conoscono Roma, come se in questa città non fossero reperibili determinate competenze". Una frase, tra le tante, che ha dato voce ai consiglieri insoddisfatti per la gestione del dossier partecipate, e ufficializzato lo scontro con Massimo Colomban, l'uomo imposto dalla Casaleggio per rimettere in sesto le aziende, dissestate, dei servizi capitolini. "Le decisioni sono adottate centralmente, senza alcun confronto con l'assemblea che spesso e volentieri viene tenuta all'oscuro. Molti assessori non hanno alcun rapporto con gli eletti" dichiarava l'assessore. Tornare a decidere a Roma, sembra essere stata questa la richiesta, in particolare proprio per quella poltrona che Colomban (come da contratto) lascerà vuota a settembre. 

Ieri sera però una mezza inversione di rotta. Non può fare altrimenti l'assessore se vuole salvare il posto. Nessuna "visione discordante" per quanto riguarda la gestione della macchina amministrativa, ma semplicemente un "mio obbligo a richiamare l'attenzione di tutti ad un rispetto rigoroso dei conti". Un passo indietro arrivato dopo la strigliata della sindaca, che in preda all'ennesima crisi - dall'addio del dg Bruno Rota in Atac, alla fronda di consiglieri in polemica con scelte troppo spesso subite dai vertici milanesi del Movimento - aveva rimesso in riga i "ribelli": "Chi polemizza vada fuori dalla squadra". 

Un passo indietro quasi obbligato dunque, che però non cancella le esternazioni fatte, ultime quelle al Sole 24 Ore nella giornata di domenica, in merito alle drammatiche condizioni finanziarie di Atac (duramente esposte dal dg uscente Bruno Rota). Al quotidiano, Mazzillo ha lanciato un chiaro allarme sul rischio fallimento, sull'effetto a cascata che si ripercuoterebbe sul Comune di Roma, e sulle responsabilità di chi non lo avrebbe informato a sufficienza. Sarebbe stato "tenuto all'oscuro" del disastro Atac. E la stoccata nemmeno troppo velata è diretta ancora a Colomban: "Il debito di Atac da 1,38 miliardi per il comune è un credito, che vale oltre 500 milioni. Se oggi la società fallisce, anche il Comune ha serie difficoltà e rischia il dissesto, perché non riesco a coprire una svalutazione dei residui attivi di questa portata"

Insomma, il sasso ormai è stato lanciato e nascondere la mano serve solo in parte. La "rettifica" via social network dovrebbe mettere a riparo Mazzillo dalla "cacciata", ma la ferita è aperta. La questione verrà discussa in giunta nella giornata di oggi, e nel pomeriggio, nella riunione dei consiglieri di maggioranza. Aspettando che si esprimano Grillo e Casaleggio, attesi a Roma in settimana. 

DALL'ATAC ALLA FRONDA INTERNA, FINE LUGLIO DI FUOCO PER RAGGI

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