Politica: "Anche a Roma nasce Insorgenza Civile"

"Se ci convincono che nulla può cambiare, nulla cambierà. Insorgere è giusto"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

Un muro invisibile divide l'Italia in due. Dal Lazio agli Abruzzi, dal Reatino al Tronto, questo muro diviene ogni giorno più alto e invalicabile. A Sud di questo muro ci sono sempre meno lavoro, meno salubrità ambientale, meno servizi al cittadino, meno viabilità, meno prospettive, meno investimenti in infrastrutture e know how. In poche parole: da Roma a Siracusa c'è sempre meno. Il Sistema Italia, nato nel 1860 con l'invasione del Regno delle Due Sicilie e stabilizzato con la breccia di Porta Pia, continua ad ampliare, ogni giorno di più, la distanza tra il Sud e il Nord della penisola.

In questo quadro, la città di Roma è ormai da considerare una città del Sud: sia perché i cittadini romani di origine meridionale o imparentati con meridionali sono tantissimi; sia perché Roma vive sulla propria pelle gli stessi problemi di Napoli, Bari, Reggio Calabria o Palermo (dalla gestione dei rifiuti alla infiltrazione della criminalità, dalla speculazione edilizia al traffico soffocante, dalla disoccupazione in aumento all'emigrazione verso nord); sia perché Roma e i Romani sono da decenni oggetto di un razzismo settentrionale simile a quello che subiscono i meridionali ("Roma ladrona", "Sono porci questi romani"). E la finta alternanza tra centrosinistra e centrodestra, alleato della Lega Nord, non ha fatto altro che aggravare la situazione.

Per questi motivi è nata anche a Roma la delegazione di Insorgenza Civile, movimento politico meridionalista e identitario. Facciamo appello ai cittadini romani, ed in particolare a quelli di origine meridionale: è giunto il momento di rompere il giogo del finto bipolarismo partitocratico e di riprendersi i territori, che vanno tutelati e sviluppati con politiche alternative a quelle messe in campo negli ultimi decenni. C'è bisogno di una politica che ritorni nelle strade e nelle piazze, compiendo un salto di qualità rispetto alla "partecipazione da tastiera" di tanti cittadini.

Se ci convincono che nulla può cambiare, nulla cambierà. Insorgere è giusto.

Antonio Lucignano, delegato su Roma del movimento Insorgenza Civile

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