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Anagrafe, ritardi e arretrato frenano il cambiamento epocale. De Santis: “Serve assestamento, ma Roma salta nel futuro”

Negli uffici difficoltà nell'utilizzo del nuovo sistema SIPO: intoppi ed errori di incompatibilità. I dipendenti si organizzano nelle chat di gruppo. L'assessore: "Nessuna scelta di comodo, abbiamo scelto rivoluzione che porterà vantaggi”

“Semplificazione e sburocratizzazione per agevolare il cittadino”. Così nel dicembre scorso la sindaca di Roma, Virginia Raggi, salutava la migrazione dei dati dell’Anagrafe di Roma nel database nazionale, l’ANPR.  “Un passaggio epocale” che, attraverso un unico archivio nazionale, con Roma a rappresentare da sola il 5,2% dei dati, consente a tutte le pubbliche amministrazioni, prima slegate tra loro, di acquisire le informazioni necessarie in modo diretto e ai cittadini di richiedere i certificati anagrafici in qualsiasi Comune italiano, non soltanto in quello di residenza. Un ulteriore passo in avanti anche rispetto all'utilizzo delle autocertificazioni.

Una vera e propria “rivoluzione” per gli uffici anagrafici e per i dipendenti che nel mentre hanno dovuto accantonare il vecchio sistema AGGIOR in favore del nuovo SIPO. Una transizione non indolore. 

“L’ingresso nell’ANPR (Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente ndr.) ci consente di avere una panoramica generale e puntuale del cittadino che prima non avevamo, un’innovazione vantaggiosa che però - raccontano a RomaToday alcuni dipendenti capitolini - è resa vana dalle lacune del nuovo sistema”. 

Anagrafe: protesta contro i ritardi

Le maggiori difficoltà sulle nuove iscrizioni, nelle richieste dei certificati e soprattutto sui cambi di residenza che sono necessari per accedere ad altri servizi come l’iscrizione al medico di base, la scelta di nidi e scuole materne, l'eventuale presa in carico da parte dei servizi sociali e l’iscrizione negli elenchi elettorali. Criticità anche per chi si avvale della residenza fittizia in via Modesta Valenti, ossia senza fissa dimora e occupanti. Qualche giorno fa in V Municipio è scoppiata la protesta contro i ritardi: “Da circa due mesi non è possibile avere in tempi brevi certificati anagrafici. Per alcune famiglie questo si sta traducendo nell’impossibilità di presentare la domanda di sanatoria per le case popolari che scadrà il 27 febbraio prossimo. A causa delle inefficienze del Comune di Roma - ha spiegato Alessia Pontoriero del Comitato Quarticciolo - molte famiglie non potranno accedervi nei termini previsti”. 

Cambi di residenza a rilento e arretrato

Procedure bloccate ed errori di compatibilità. Eppure per il cambio di residenza servirebbero appena quarantotto ore con una pratica da svolgere tutta online, salvo i necessari e successivi controlli su eventuali irregolarità da parte della Polizia Locale. “Ma qui si blocca tutto” - ci racconta una dipendente. “Nei municipi la situazione è esplosiva. Abbiamo montagne di arretrato, gli utenti che giustamente sono indispettiti dai ritardi. Non riceviamo però un’assistenza adeguata”. “I test fatti durante il lockdown, nella fase sperimentale, con l’apertura dei ticket sulle criticità riscontrate - aggiunge un altro - sono serviti a poco. Ce ne accorgiamo oggi con il cittadino davanti”. I dipendenti si sono organizzati: auto assistenza e suggerimenti l'un l'altro in una chat di gruppo. “Per un periodo servirebbe però una persona dell’assistenza per ogni municipio come fu per le carte di identità elettroniche”. 

Una transizione difficile. “Sappiamo che tutto questo rappresenterà un vantaggio per il cittadino, ma non lo è sicuramente nell’immediato. In più - dicono dagli sportelli - tra un po’ si vota. Il rischio è che per le elezioni si scatenerà il putiferio”. 

Il cambiamento "epocale" dell'Anagrafe di Roma

A placare gli animi e dare rassicurazioni l’assessore al Personale di Roma Capitale, Antonio De Santis. “Quello che sta avvenendo è un cambiamento epocale che porterà vantaggi per tutti: snellimento delle procedure, riduzione dei tempi d’attesa, sburocratizzazione, annullamento delle distanze fra le pubbliche amministrazioni” - ha detto a Roma Today. Il Campidoglio è consapevole delle difficoltà incontrate da personale e cittadini: “Tutti i processi di transizione, soprattutto quelli innovativi che guardano al futuro, richiedono tempi minimi di adattamento e un maggiore impegno iniziale da parte di chi li gestisce. Eravamo ben consapevoli che cambiare un sistema consolidato da decenni avrebbe potuto comportare un periodo di transizione e problemi, ma abbiamo scelto di fare un salto nel futuro e non scelte di comodo” - rivendica l’assessore. 

Il Campidoglio rivendica lavoro su anagrafe e ufficiali di stato civile

“Il mio indirizzo alla dirigenza, sin da subito, è stato quello di coinvolgere attivamente in tutte le fasi del processo il personale che si muove in prima linea, attingendo anche alla loro esperienza per superare in tempi rapidi l’attuale fase di transizione ai nuovi sistemi. Abbiamo attivato delle ‘camere di compensazione’ per affrontare i problemi alla base, senza alcun carattere verticistico: sarebbe impensabile pensare di portare avanti un cambiamento che non coinvolga chi ne è, nei fatti e quotidianamente, l’artefice”. Il monitoraggio è continuo: “Proprio l’altro ieri ho incontrato i dirigenti di Accenture (la società che fornisce il servizio informatico ndr. ) abbiamo analizzato i dati relativi alle richieste all’help desk: si sono ridotte, segno che il sistema va verso il progressivo e fisiologico assestamento". 

Anagrafe, De Santis: "Abbiamo accettato sfida del cambiamento"

Non ci sta l'assessore della Giunta Raggi a ridurre la questione anagrafe ad intoppi e ritardi, dipendenti scoraggiati. “E’ stata questa amministrazione che, per la prima volta, è intervenuta riconoscendo e valorizzando nei contratti decentrati il ruolo svolto dagli Ufficiali di Anagrafe e Stato Civile, d’importanza fondamentale in una città come Roma, diversa da tutte le altre per complessità ed estensione. Abbiamo accettato la sfida del cambiamento introducendo una prima svolta nel riconoscimento del ruolo degli appartenenti al settore e una definitiva accelerazione in tema di digitalizzazione dei servizi. Nel bilancio del prossimo triennio - ha aggiunto De Santis - abbiamo previsto 10 milioni e mezzo per fornire ai dipendenti strumenti tecnologici utili per un ulteriore passo in avanti che sarà più lungo anche grazie alle nuove assunzioni”. 

Ma negli uffici le pratiche si accumulano, i cittadini premono. “Veniamo da un anno complicato. Di conseguenza abbiamo dovuto applicare tutte le misure di tutela sanitaria. E’ stato fisiologico che maturasse un arretrato. Sono già al vaglio una serie di iniziative che consentiranno di accelerare e recuperare il ritardo dovuto alla pandemia. Ci stiamo allineando. D’altronde - conclude l’assessore - non esistono soluzioni semplici davanti a rivoluzioni complesse”. 
 

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