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Politica Quadraro / Via Lucio Mario Perpetuo

No alla ferrovia che danneggia il parco: in Città Metropolitana al lavoro per bocciare l’intervento

Levata di scudi contro il quadruplicamento della linea Ciampino Capannelle Casilina

La cura del ferro rischia di trasformarsi in veleno per il parco degli Acquedotti. Per questo, dall’Assemblea Capitolina a quella della Città Metropolitana, ci sono consiglieri che si stanno mobilitando. Vogliono contrastare progetti che prevedono l’attraversamento del polmone verde della “Grande Bellezza”.

Due progetti temuti

Sono in particolare due i progetti temuti per l’impatto che avrebbero sul parco. Il primo è quello che contempla il quadruplicamento della tratta ferroviaria tra Capannelle e Casilina. Si aggiunge a quello già finanziato per il traffico merci tra Ciampino e Capannelle. L’alternativa è data dalla bretella di collegamento tra la Roma Formia ed il raccordo Casilina Tuscolano.

La temuta devastazione del parco

“Il risultato sarebbe in entrambi i casi quello di un incremento del traffico merci all'interno del Parco Regionale dell'Appia antica, con conseguenze potenzialmente molto dannose – hanno convenuto i consiglieri della metropolitana Alessio Pascucci e Roberto Eufemia, in una nota firmata con i capitolini Nando Bonessio (Europa Verde), Alessandro Luparelli e Michela Cicculli (Sinistra civica ecologista) – in particolare si produrrebbe una 'devastazione di zone paesaggistiche e archeologiche come il Parco degli Acquedotti e Tor Fiscale' prima per i lavori e poi per il traffico ferroviario con attraversamento di merci pericolose all'interno della città”.

Mentre si lavora, sul fronte municipale e cittadino, all’ampliamento del parco di Tor Fiscale, con acquisizioni di aree anche a ridosso della ferrovia, la realizzazione di altri due binari, all’altezza del Quadraro, rischia di sottrarre altri spazi verdi oltre che di rendere meno piacevole la fruizione di quegli esistenti, per i frequenti passaggi della linea merci.

Il quadruplicamento ferroviario nel Pums

La questione è da anni contestata dai residenti proprio del Quadraro, che temono tra le conseguenze pure la cancellazione del parco Blois, il polmone verde del quartiere. E sono stati proprio i comitati di zona, partendo dalla comunità territoriale del municipio VII, a riportare l’attenzione dei consiglieri sul tema degli ampliamenti. “Si è concluso un paio di giorni fa il processo partecipativo che consentiva ai cittadini, sulla questione del quadruplicamento ferroviario, di poter presentare le proprie osservazioni. E’ stato in questo contesto – ha spiegato a Romatoday  il capogruppo di Sce Alessandro Luparelli – che hanno trovato questo progetto ancora inserito nel PUMS della Città Metropolitana. Adesso quindi l’obiettivo è di farlo stralciare, al pari di quanto già fatto con il piano urbano della mobilità di Roma Capitale. Anche perché le alternative ci sarebbero”.

Le proposte alternative

Tra le opzioni alternative, i consiglieri che hanno firmato la nota, ritengono siano percorribili delle opzioni alternative come “la gronda Campoleone-Ponte Galeria che permetterebbe di evitare i lavori previsti nel Parco dell'Appia Antica e prevede il passaggio dei treni merci fuori dall'anello ferroviario”.  Ma ci sono anche altri progetti, come quello che il vicepresidente della commissione trasporti della Camera, Roberto Morassut, ha fatto inserire per aggiornare “il regolamento degli orientamenti Ue” sui trasporti: la gronda ferroviaria merci ad ovest di Roma. Si tratta, come spiegato dallo stesso Morassut, di “una grande infrastruttura ferroviaria, prevista da anni, che senza attraversare la capitale renderà più celere il transito merci”. La logica è la stessa: le merci vanno fatte passare fuori dalla città. Ed anche dai suoi preziosi parchi.

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