Amministratori sotto tiro: in crescita il numero delle intimidazioni mafiose a Roma e nel Lazio

Lazio sesta regione d'Italia per intimidazioni mafiose. A rivelarlo il report 'Amministratori sotto tiro', redatto da Avviso Pubblico

Quasi un'intimidazione al giorno, 29 al mese, 351 all'anno: lettere minatorie, proiettili recapitati in delle lettere, auto incendiate, aggressioni e attentati. Non è più ormai uno scenario esclusivamente del Sud Italia. Esempi di sindaci che vivono ormai sotto scorta o dimessi per paura di ritorsioni si trovare lungo tutto lo stivale.

Nel Lazio, sesta regione d'Italia per intimidazioni, nel 2010 si erano registrati 5 casi, nel 2013 ben 15. Solo nella provincia di Roma sei le minacce registrate, tre ad Aprilia (Latina), tre fra Frosinone e Pontecorvo e altre tre fra Montopoli di Sabina e Poggio Mirteto (Rieti).

Gli amministratori nel mirino delle mafie italiane sono sempre più numerosi. Da questi presupposti nasce "Amministratori sotto tiro", rapporto redatto da Avviso pubblico - Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie. L'associazione è nata nel 1996 con l’intento di collegare ed organizzare gli amministratori pubblici che concretamente si impegnano a promuovere la cultura della legalità democratica nella politica. 

"Abbiamo istituito un gruppo di lavoro - ha commentato Roberto Monta, presidente Avviso pubblico - che funzionerà come osservatorio per dare voce agli amministratori che fanno la scelta di collaborare con noi. La loro esperienza è un patrimonio che il Governo deve acquisire. Ogni volta che un amministratore smette di impegnarsi è una sconfitta".  
Il report dimostra come le intimidazioni siano aumentata in soli 4 anni del 66% e il fenomeno, nonostante sia sempre più importante al sud, ora investe 18 regioni, 67 province e 200 comuni.  

Il progetto è stato presentato questa mattina a Roma nella sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini. "Siamo orgogliosi - dichiara Paolo Masini, assessore ai Lavori pubblici e vicepresidente di Avviso pubblico - che il report venga presentato in questa città. Noi abbiamo aderito ad Avviso pubblico dal 6 dicembre, giorno dell' approvazione del Patto contro la corruzione e l'infiltrazione della malavita nei nostri appalti. Presentare questo report a Roma vuol dire dare il sostegno necessario agli amministratori perchè il pericolo di queste situazioni è quando si è lasciati soli".

Alla presentazione erano presenti anche Rosi Bindi, presidente della commissione parlamentare Antimafia, e l'ex sindaco di Monasterace, provincia di Reggio Calabria, Maria Carmela Lanzetta vittima di intimidazioni. 

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