Via Simonide, amianto nei palazzi in vendita di Enasarco: "Temiamo per la nostra salute"

La denuncia viene dal Comitato di inquilini, nonché prossimi acquirenti: "Tutto è partito da una nostra diffida. Temiamo per la nostra salute". La replica della Fondazione: "Il monitoraggio era partito molto prima"

“Avviso ai signori inquilini e/o prossimi acquirenti. E' imminente l'inizio dei lavori di rimozione delle fioriere da tutti i balconi e posa di nuovi profili di ferro sulle ringhiere”. È questo l'avviso che si sono visti recapitare nei giorni scorsi gli inquilini di via Simonide ai numeri civici 35 e 25, nel quartiere Axa, a pochi passi dalla via Colombo, a una decina di chilometri dal mare. Due palazzi di proprietà della Fondazione Enasarco, composti da circa 180 appartamenti totali che, per effetto della dismissione avviata con il progetto Mercurio nel 2008, sono stati messi in vendita con diritto di prelazione agli inquilini. Il progetto è stato avviato nel 2008 ma le operazioni sono in corso e parte delle compravendite dovrebbe essere chiusa proprio a dicembre.

IL COMITATO - “Stanno sostituendo le fioriere dai balconi perché contengono amianto. Dato il loro stato di manutenzione, temiamo per la nostra salute”. La denuncia viene dal Comitato di inquilini via Simonide che si è composto proprio in occasione dell'avvio dell'operazione di dismissione. Una trentina di famiglie, infatti, all'arrivo delle lettere di prelazione, “pur avendo risposto positivamente alla proposta, ha contestato le lettere per ottenere, così come prescritto dall'art. 8 del disciplinare del 2010, i documenti relativi agli immobili che stanno per acquistare” spiega l'avvocato degli inquilini Vincenzo Perticaro. “Documenti necessari in caso di vendita di immobili di cui gli inquilini non sono ancora in possesso” continua l'avvocato. Sul punto però la Fondazione ha ribattuto: “Tutta la documentazione è a disposizione dei mandatari che possono reperirla in via telematica o presso i nostri uffici”. 

LA DIFFIDA - Di fronte al sospetto della presenza di amianto, il comitato di inquilini ha deciso di volerci vedere chiaro. Il 23 maggio del 2015 viene così inviato un esposto-diffida alla Fondazione Enasarco e all'Arpa Lazio, l'Associazione regionale protezione ambientale. A quella data, molte delle lettere di prelazione sono già arrivate da diversi mesi. Quella di Daniele Mancurti, rappresentante del comitato, che ha assunto su di sé la procura per le operazioni di compravendita del gruppo di inquilini, per esempio, è stata recapitata il 19 dicembre del 2014.

LE PREOCCUPAZIONI DEI CITTADINI - Nella lettera i cittadini esprimono la loro preoccupazione. Gli risulta che la fondazione proprietaria “non ha mai provveduto ad eseguire sopralluoghi mirati ad individuare e risolvere eventuali problematiche inerenti alla presenza di Eternit/Amianto” si legge. Del resto gli appartamenti non sono proprio di nuova costruzione. Enasarco li ha acquistati nel lontano 1975, ormai 40 anni fa. “E da una perizia che abbiamo fatto effettuare a un architetto si evince che lo stato di manutenzione non è ottimale” continua Mancurti. Nel documento, che risale al febbraio del 2014, si parla di “fenomeni infiltrativi” sui balconi, dei locali di servizio e dei vani scala, di ossidazione delle ringhiere metalliche, di “mancata manutenzione/trasformazione degli impianti di smaltimento delle acque pluvie”. Da qui la preoccupazione del gruppo di inquilini: “Almeno 40 anni di esposizione ad agenti atmosferici che ci fanno temere che l'amianto contenuto in alcuni materiali di costruzione possa diffondersi nell'ambiente circostante”. Meglio controllare, soprattutto in vista del futuro acquisto degli appartamenti.

LA LETTERA I risultati dei controlli effettuati dalla Fondazione Enasarco arrivano qualche mese dopo. “La comunicazione è arrivata il 30 ottobre 2015, in allegato ad una mail dei sindacati in merito alla data per la stipula della procura e a quella successiva per l'atto di compravendita” spiega Perticaro. La lettera della Fondazione porta la data del 12 ottobre 2015 e informa i futuri proprietari che alcuni materiali di costruzione dell'immobile contengono amianto ma che “per quanto riguarda i campionamenti dell'aria, i risultati ottenuti, delineano una rassicurante situazione sotto il punto di vista della dispersione di fibre di amianto in aria”. In sitesi, l'amianto c'è ma dal momento che non viene è disperso nell'aria non è pericoloso. Nella lettera, infatti, non si fa riferimento a progetti di rimozione ma si informa che è stata designata una figura per il “controllo e coordinamento di tutte le attività manutentive”. 

ULTERIORI VERIFICHE - Gli inquilini, per ulteriori verifiche, si rivolgono anche al Laboratorio di Igiene Industriale Centro Regionale Amianto della Asl di Viterbo. Il risultato, che porta la data del 17 novembre, conferma la presenza di amianto: sia nella fioriera, sia nel tetto sovrastante il 'terrazzo vicino al vaso di espansione' si rileva la presenza due pericolose fibre di amianto, tra cui il 'crocidolite', quelle pericolose fibre di absesto fonte di tumori e mesoteliomi. “La pericolosità di queste fibre di amianto deriva dalle condizioni di dispersione nell'ambiente e questo può avvenire anche con le più semplici sollecitazioni come quella meccanica della paletta che si utilizza per piantare i fiori nelle fioriere, il vento che soffia a pochi chilometri dal mare o l'acqua piovana. Perché questa analisi non è stata effettuata prima? Perché proprio adesso che tutti abbiamo sul tavolo la lettera di prelazione e una sessantina di inquilini hanno già firmato la procura che li porterà all'acquisto?” denuncia il comitato.

I PREZZI - Intanto “agli inquilini arriva una seconda lettera con un'offerta di acquisto ribassata” precisa Perticaro. La differenza è di circa 10 mila euro. “In caso di mancata accettazione” entro la fine di ottobre, “restano ferme tutte le condizioni indicate nella nostra comunicazione”. In altre parole: “O si accetta la modifica oppure si torna al prezzo superiore di oltre 10 mila euro” continua Perticaro che spiega: “Alcuni inquilini avevano impugnato davanti al Giudice civile alcuni comportamenti, tra cui la determinazone del prezzo di alcuni appartamenti sostenendo che nel calcolo non venivano applicati i criteri sottoscritti nel 2008. Ebbene, l’avvocato della fondazione è arrivato a sostenere in udienza, che tali criteri non sono vincolanti”. Sul ribasso dei prezzi spiega la Fondazione: “La lettera di prelazione integrativa è stata trasmessa a seguito di un accordo sottoscritto il 24/07/15 con le Organizzazioni sindacali degli inquilini che prevede, tra l’altro, di tenere conto delle variazioni recenti o future nel mercato immobiliare. Nello stesso Accordo la Fondazione ha confermato il proprio impegno per gli interventi di manutenzione necessari e indifferibili e per ogni adeguamento normativo utile o indispensabile dello stato dei luoghi”. Da qui la decisione di effettuare i lavori.    

LA RIMOZIONE - “Pur non essendoci obblighi da parte del venditore in merito alla rimozione, la Fondazione Enasarco ha predisposto un piano di smaltimento allo scopo di rimuovere i manufatti” si legge in una mail di Enasarco. Ora, la decisione di procedere con la rimozione. Come si apprende da un volantino affisso nel palazzo, in cui non si fa menzione della presenza di amianto, si informano gli inquilini che verranno rimosse le terre e le fioriere originali e sostituiti con nuovi profili di ferro sui balconi.

LA FONDAZIONE - Interpellata a riguardo la Fondazione Enasarco ha fatto sapere che "l’incarico di monitoraggio e censimento dei manufatti in cemento-amianto (MCA) per gli immobili di Via Simonide è stato autorizzato il 03/02/15 molto prima dell'esposto presentato dai cittadini" spiega. "Le analisi di laboratorio hanno evidenziato la presenza di manufatti in cemento-amianto, di matrice compatta, disposti prevalentemente sulle balconate pertinenziali (fioriere), all’altezza del piano coperture (n. 4 comignoli e un serbatoio) e in un locale tecnico (serbatoio)". I risultati dei campionamenti dell'aria però "sono notevolmente inferiori al limite consentito (pari a 0,2/0,7 fibre/litro contro 20 ff/l)". Continua la nota: "È stato nominato un professionista, in qualità di Responsabile del rischio amianto (RRA), che redigerà il Programma di controllo e manutenzione per custodire i manufatti prima della definitiva rimozione prevista nei primi mesi del 2016. La Fondazione Enasarco, nel rispetto della normativa vigente, ha inoltre informato lo scorso 12 ottobre gli inquilini della presenza di manufatti in cemento-amianto". Le spese di rimozione, specifica ancora Enasarco, non comporteranno alcuna spesa per gli inquilini.

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