Raggi contestata da urtisti e ambulanti fuori dalla sinagoga: "Grazie alla sindaca siamo alla fame"

Tensioni con le forze dell'ordine fuori dalla sinagoga. Al centro della mobilitazione i trasferimenti delle bancarelle lontano dai monumenti

Poliziotti e manifestanti fuori dalla sinagoga (foto Ansa)

Fonte agenzia Dire - Proteste e contestazioni di ambulanti e urtisti, per lo più appartenenti a famiglie di origine ebraica, contro la sindaca Raggi fuori dalla sinagoga, dove è in corso la commemorazione del 77esimo anniversario del rastrellamento del Ghetto da parte dei nazisti. Al centro della mobilitazione, che ha richiesto l'intervento della Polizia di Stato per placare le tensioni, le delocalizzazioni di bancarelle e venditori di souvenir fuori dal Centro storico. 

"Siamo in stato di agitazione! Siamo qui per protestare contro la sindaca per la sua intransigenza ed accanimento nei confronti della nostra categoria! - si legge in una nota - siamo ambulanti ed urtisti, gli storici venditori di souvenir nati sotto la Roma pontificia. Abbiamo scelto di protestare oggi in un giorno per noi simbolico, il 16 ottobre del 1943 i nazisti deportarono i nostri cari verso i campi di sterminio: donne, bambini e anziani furono mandati a morire con la collaborazione della milizia fascista. A coloro che ritornarono, soprattutto a coloro i quali venne tolta la licenza per effetto delle infami leggi razziali, lo stato concesse di riprendere il lavoro di ambulante! Un atto dovuto e mai sufficiente a ripagare i torti subiti!". 

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"Nel dicembre scorso, seguendo le orme del suo predecessore, la sindaca ha ripreso la politica di delocalizzazioni nei nostri confronti, allontanando noi dagli storici luoghi di lavoro (in particolare gli urtisti, riconosciuti come categoria storica dalla Regione Lazio e patrimonio immateriale dell'Unesco) lasciando di fatto altri (legati a famiglie note per i recenti fatti di cronaca) ad operare, per asserire ragioni di decoro urbano ha gettato sul lastrico 200 famiglie - prosegue la nota - in una città sommersa dell'immondizia, con i giardini e gli alberi abbandonati, con i trasporti pubblici in condizioni indegne sono gli urtisti ebrei, che avevano la licenza sin dai tempi della Roma papalina a guastare il decoro...". 

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Ambulanti e urtisti non hanno esitato a paragonare il comportamento della Raggi nei loro confronti a quello di Herbert Kappler, capo della Gestapo a Roma, criminale di guerra ed esecutore del rastrellamento di 1.259 ebrei al Ghetto di Roma. "È noto l'ultimatum delle 72 ore, più clemente di Kappler che ne concesse 36 per trovare 50 kg d'oro, concesso dalla sindaca per trovare postazioni di lavoro alternative. Soluzione poi clamorosamente bocciata! A distanza di 77 anni dal rastrellamento e dalla deportazione siamo qui per dire che non basta commemorare gli ebrei morti, bisogna tutelare gli ebrei vivi! - hanno concluso - con le delocalizzazioni della sindaca eravamo clinicamente morti, il covid ha staccato la spina! Grazie alla sindaca siamo alla fame, dipendiamo totalmente dagli enti assistenziali della comunità ebraica. Rivogliamo la nostra dignità! Rivogliamo il lavoro!". 

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