Ambulanti, stop alle rotazioni e posti fissi a bando? Il M5s ci ripensa e sospende la delibera

Una risposta all'inchiesta della Procura che ha ipotizzato un racket sui permessi per le rotazioni. Ma Coia frena: "Prima il confronto con la categoria"

Bancarella, immagine d'archivio

Niente banchi fissi al posto delle rotazioni, almeno per ora. Il presidente della commissione Commercio Andrea Coia annuncia la frenata. "Ribadiamo che tale percorso deve essere fatto attraverso un processo partecipato sia dagli operatori che dai cittadini". Parliamo di ambulanti e di commercio su area pubblica. Dopo le proteste della categoria, per le delocalizzazioni prima e per l'annuncio di voler eliminare le postazioni fisse poi, il M5s sembra aprire al dialogo. "Ne discuteremo seduti al tavolo dell'Osservatorio del commercio su area pubblica" spiega Coia a RomaToday. "Non abbiamo eliminato niente. Per il momento la proposta di delibera rimane, ma viene sospeso l'iter di approvazione". 

Vidimata a fine aprile dal Segretariato generale, la proposta a firma dei 25 consiglieri di maggioranza, Coia primo firmatario, ancora da sottoporre ai pareri della commissione e poi al voto in aula, punta a "trasformare i posteggi a rotazione di Roma Capitale in posteggi isolati fissi, assegnati tramite l'indizione di una procedura a evidenza pubblica". E ad abolire contestualmente le rotazioni con decadenza dei relativi titoli. Un bando che, nelle intenzioni dei proponenti, dovrebbe favorire chi ha un numero inferiore di licenze e un reddito più basso. Ma che non è stato digerito dalla categoria, già sul piede di guerra per delocalizzazioni della bancarelle in corso da parte dei municipi. Da qui lo stop, momentaneo, e l'apertura al dialogo richiesto. 

"Per ribadire la nostra volontà di fare un percorso partecipato sospendiamo l’iter della delibera ma andiamo avanti senza sosta per far rispettare la legge - spiega ancora Coia - con questa amministrazione non c’è spazio per chi lucra a danno dei cittadini e degli ambulanti stessi". Il riferimento è all'inchiesta della Procura che ha portato a 16 iscritti nel registro degli indagati, tra cui Dino e Mario Tredicine della storica famiglia di ambulanti romani, che ipotizza un vero e proprio racket intorno ai permessi con il coinvolgimento degli uffici capitolini. Nel disegno grillino, eliminare le rotazioni e trasformarle in posti fissi eliminerebbe alla radice il problema. "La nostra amministrazione andrà avanti decisa per il ripristino della legalità e del decoro - conclude Coia - stiamo lavorando per rafforzare i controlli per il rispetto di leggi e regolamenti. È doveroso nei confronti dei tanti commercianti onesti che non hanno nulla a che fare con le indagini in corso".
 

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