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Ambulanti, licenze prorogate fino a fine ottobre

Lo prevede un emendamento approvato dal Senato al DL Sostegni. Fassina (LeU): “Un grande risultato”. Marcello de Vito: “Era inevitabile finisse così”

Le licenze del commercio ambulante saranno prorogate fino al 31 ottobre 2021: lo prevede un emendamento al DL Sostegni presentato dalla componente al Senato di Liberi e Uguali, e approvato dalla larga maggioranza delle forze nell’aula di Palazzo Madama. Il testo concede una proroga di 90 giorni per le concessioni del commercio ambulante, proroga che scatta a partire dalla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza che oggi è fissata al 31 luglio 2021: dunque, tre mesi a partire da fine luglio, ovvero appunto fine ottobre.

Sono in corso in questi giorni le discussioni al Senato per la conversione in legge della misura voluta dal governo di Mario Draghi e il deputato LEU Stefano Fassina ha diffuso i contorni di una nuova facilitazione a favore delle categorie del commercio su area pubblica che negli scorsi giorni hanno manifestato in piazza della Repubblica a Roma, dopo aver anche bloccato il Grande Raccordo Anulare.

Secondo l’ex candidato sindaco della sinistra a Roma, questa proroga dovrebbe ora spingere ora a riflettere su un riordino complessivo della normativa che deriva dalla Direttiva Bolkenstein: “È un grande risultato”, scrive Fassina in una nota: “Ringrazio i colleghi del Gruppo di LeU che l'hanno presentato [l'emendamento, ndr], ringrazio tutti i gruppi che l'hanno votato e ringrazio anche il Governo per la disponibilità a trovare una soluzione ragionevole all'inaccettabile discriminazione subita dalle lavoratrici e dai lavoratori ambulanti operativi nei Comuni ostinatamente determinati ad applicare la Direttiva Bolkestein. Le norme per i rinnovi delle concessioni volute lo scorso anno dal Parlamento rimangono ovviamente in vigore e le concessioni in base ad esse rinnovate valide”, aggiunge Fassina: “Ora, come legislatori, dobbiamo reintervenire per definire una normativa a regime per i rinnovi delle concessioni che possa essere applicata, senza arbitrarie eccezioni, su tutto il territorio nazionale e da tutti i Comuni d'Italia”.

“Finalmente è legge”, si accoda il presidente dell’Aula Giulio Cesare Marcello de Vito in un post su Facebook, definendo l’intervento normativo “un inevitabile commissariamento dell’emergenza”. D’altronde, continua de Vito che sul tema degli ambulanti si era già precedentemente esposto, l’intervento urgente si era reso necessario anche “a fronte della inspiegabile e inaccettabile decisione della Giunta e dell'assessore Coia di disapplicare una legge dello stato, il decreto rilancio 34/20 (del Governo Conte bis), convertito con legge n. 77/20 (dal M5S nonchè dal Pd, Fi, Leu, Lega, etc), che prevedeva la estensione delle concessioni sino al 2032”. Affine a quella di Fassina la posizione di De Vito, che chiede ora alla giunta di Roma Capitale di tornare sui suoi passi e di affrontare in profondità il tema dell’ambulantato: “Adesso fermi tutti. Fermi. Alla fine del periodo dell'emergenza e dei 90 giorni successivi, il Comune e la sua Giunta torneranno a valutare la questione dell'applicabilità del decreto Rilancio, su cui a mio avviso non esiste discussione: l'amministrazione applica la legge. Ringrazio tutte le forze politiche che hanno dimostrato sensibilità sul tema”, scrive l’esponente eletto nel M5S. 

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