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Ambulanti, Di Maio torna in difesa delle bancarelle e frena Raggi. Il Mise: "Sospenda trasferimenti"

La sindaca: "Con il Ministero buoni rapporti, ma noi andiamo avanti". Ieri lo spostamento degli ambulanti da viale Regina Elena

"Roma valuti la sospensione delle procedure di delocalizzazione". Il monito sulle bancarelle arriva dal Ministro dello Sviluppo economico. Nel giorno dello spostamento degli ambulanti da viale del Policlinico Luigi Di Maio, leader del Movimento Cinque Stelle, frena la "sua" sindaca e suggerisce, si fa per dire, un approccio più soft. 

Il tema è di quelli scottanti per la città: mettere ordine nel settore, in un'eterna ricerca di equilibrio tra la tutela del decoro urbano e quella di circa 11mila lavoratori con regolari licenze, non è impresa da poco. Gli spostamenti dei banchi da arterie e piazze dove intralciavano i marciapiedi con i furgoni per il carico-scarico posteggiati fissi o quasi in doppia fila (vedi via Tuscolana), sono iniziati da tempo, imposti dall'ex giunta di Ignazio Marino con il Piano generale del traffico urbano, e avallati in una sostanziale continuità di intenti dalla giunta Raggi. 

Le proteste però vanno avanti da mesi da parte delle associazioni di categoria che lamentano un confronto insufficiente con i rappresentanti del Comune, lo stesso Di Maio gradirebbe più ascolto. Secondo quanto diffuso da fonti del Ministero dello sviluppo economico (Mise), l'invito è a "rafforzare il confronto e la partecipazione delle parti interessate per garantire tutte le tutele necessarie e senza provocare choc nel settore". Anche perché il dialogo con le associazioni di categoria, se c'è, è più con il Mise che con il Campidoglio.  

Non è la prima volta che Di Maio entra a gamba tesa a difesa dei "bancarellari". Lo ha già fatto lo scorso maggio, a pochi giorni dalle elezioni europee, imponendo il ritiro della proposta di delibera del presidente della commissione Commercio Andrea Coia per la trasformazione delle rotazioni in posti fissi da mettere a bando. Un tentativo nella testa dei grillini di ostacolare lo "smercio" illecito di licenze nel Centro storico, la zona più appetibile, rilevato anche in un'inchiesta aperta a gennaio dalla Procura con 16 persone iscritte tra gli indagati, tra cui anche gli storici bancarellari Dino e Mario Tredicine. Rovente la reazione dei commercianti. Da lì il diktat dall'alto: "Ritiratela subito". 

D'altronde è lo stesso Di Maio che ha messo più volte la faccia, ancora all'opposizione, sulle battaglie "no Bolkestein", la direttiva europea per la messa a bando delle licenze. Sempre a fianco dei commercianti ambulanti insomma, gli stessi a cui la sindaca Raggi ha ha invece dichiarato guerra. Che tra i due ci sia distanza, d'altronde, non è un mistero. 

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