Differenziata negozi, operatori privati non pagati proclamano lo sciopero: "Ama convochi un tavolo"

Stop alla raccolta rifiuti per le utenze non domestiche il prossimo 29 marzo

Sarà sciopero. I sindacati non sono stati ricevuti e, come promesso, lo hanno proclamato per il giorno 29 marzo. Parliamo dei dipendenti privati di alcune delle società che hanno in carico, per conto di Ama, il servizio di raccolta dei rifiuti per le utenze non domestiche. Negozi, scuole, ospedali, biblioteche, uffici pubblici. Un nuovo modello di differenziata porta a porta avviato a fine ottobre con un maxi bando da 150 milioni di euro che avrebbe dovuto consentire un aumento significativo della platea di utenze servite.  Oltre a un sostanziale miglioramento delle prestazioni. 

Questa mattina dipendenti e titolari delle ditte coinvolte erano in presidio in via Calderon de la Barca per chiedere un incontro a Massimo Bagatti, promosso dai Cinque Stelle alla guida della partecipata dopo la cacciata di Lorenzo Bagnacani  (in via temporanea nell'attesa della nomina del nuovo cda) ma anche Responsabile unico del procedimento (in grego tecnico, il Rup) per il maxiappalto in oggetto. Bagatti però non li ha ricevuti e non ha dato comunicazioni a riguardo. A metà pomeriggio i sindacati hanno risposto annunciando lo sciopero.

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Unica buona notizia: mentre scriviamo sono arrivati i bonifici alla Sea, azienda torinese che si occupa della raccolta dell'organico e del vetro. In cinque mesi non ha preso un euro da Ama, ed è stata costretta a licenziare 18 lavoratori interinali. Meglio tardi che mai. Ma la soglia di attenzione non si abbassa e la mobilitazione resta fissata comunque per fine marzo. 

Il problema infatti, oltre a doversi ancora risolvere sul fronte dei salari per decine di operatori, riguarda anche le attività di controllo e funzionamento dell'intera filiera. Diverse le criticità: dalle mappature sbagliate delle utenze agli intoppi nel ciclo di smaltimento. 

"Ama convochi un tavolo con tutti i soggetti interessati. I lavoratori non possono essere stritolati da questa situazione e lasciati in balia di informazioni parziali" commentano Natale Di Cola, Fp Cgil, Marino Masucci, Fit Cisl, Massimo Cicco, Fiadel. "La partecipata deve garantire in solido gli stipendi di chi rischia di restare senza salario e dare un governo a un sistema impazzito che si riversa per le strade, con un sevizio inefficiente per altro coperto dalla stessa Ama nonostante l'affidamento esterno".

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