Mafia Capitale, Ama persona offesa e parte civile nel processo

Lo ha comunicato il presidente dalla municipalizzata dei rifiuti, Daniele Fortini. Anche Confindustria ha annunciato l'intenzione di costituirsi parte civile nel procedimento

Daniele Fortini, presidente di Ama Spa

Ama Spa si costituirà persona offesa e parte civile nel procedimento penale avviato dalla Procura di Roma nell'ambito della maxi inchiesta su Mafia Capitale.  "Si ricorda - dichiarano dall'azienda con un comunicato stampa - che Ama ha tempestivamente sospeso i dirigenti sottoposti a misure cautelari personali e ha sostituito i dipendenti della società, sottoposti a indagini, nei ruoli precedentemente ricoperti. La piena collaborazione con l’Autorità Nazionale Anticorruzione prosegue e adesso si rafforza quella con la Procura della Repubblica al fine di tutelare la reputazione e il patrimonio di Ama Spa". 

Così il presidente della municipalizzata Daniele Fortini: “Siamo un presidio di legalità che fin dal primo momento si è rivolto alla magistratura per denunciare episodi sospetti, lavorando nel contempo alla ristrutturazione di un’azienda devastata, nel corso degli anni, da una gestione scellerata di cui oggi si comprendono, grazie all’intervento del Procuratore Pignatone e dei suoi collaboratori, taluni raccapriccianti aspetti". 

E ancora: "Il fatto che a seguito delle  mie denunce presentate d’intesa con Roma Capitale sia stata aperta un’inchiesta sugli arbitrati Co.La.Ri., così come la ristrutturazione interna con la riduzione del numero dei dirigenti e dei loro compensi, la lotta all’assenteismo, la diffusione della raccolta differenziata per sottrarre rifiuti al circuito opaco preesistente sono tutte iniziative che convergono verso un’unica condotta improntata all’efficienza e alla legalità”.

GLI INDUSTRIALI - Anche Confindustria sarà parte civile nel procedimento penale avviato dalla Procura di Roma nell'ambito della maxi inchiesta su Mafia Capitale. Ad annunciarlo è Antonello Montante, delegato per la legalità dell'organizzazione, in occasione del seminario del Centro studi di viale dell'Astonomia dedicato alla lotta alla corruzione. "L'obiettivo è di tutelare la reputazione delle imprese e la leale concorrenza sul mercato e ribadire così l'impegno di Confindustria per il rispetto dei valori cruciali di legalità e correttezza nei rapporti economici" ha spiegato in una nota. 

La posizione di Confindustria è stata accolta con favore dal sindaco Ignazio Marino. "Sono davvero orgoglioso di poter contare su una realtà, come quella delle imprese, che coraggiosamente decide di opporsi a ogni legame tra affari e criminalità. Roma Capitale si è già costituita parte offesa e sarà parte civile, ritengo dunque molto significativo che anche il mondo produttivo, che rappresenta un pezzo fondamentale del tessuto civile, scelga con chiarezza di stare dalla parte giusta". Sempre il primo cittadino nel pomeriggio si è recato nella sede dell'Anac per incontrare il presidente dell'Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone.

COMMISSIONE PREFETTIZIA - Intanto il decreto del prefetto Pecoraro per la costituzione della commissione "incaricata di esercitare presso il Comune di Roma Capitale i poteri di accesso e accertamento" è stato consegnato questa mattina ai consiglieri del Comune. La commissione "è composta dal prefetto Marilisa Magno, direttore centrale per le Risorse umane del dipartimento dei Vigili del fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile del ministero dell'Interno, con funzioni di presidente della commissione. Il viceprefetto Enza Caporale, dirigente Area I - Ordine e Sicurezza pubblica della Prefettura di Roma. Massimiliano Bardani, direttore Settore V - Servizi ispettivi di Finanza pubblica del Mef".

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Infine, "con separato provvedimento si provvederà a nominare il gruppo tecnico di supporto. La commissione dovrà riferire sugli esiti degli accertamenti nel termine di 3 mesi decorrenti dalla data di notifica del presente decreto".

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