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Ama, finisce l'era Bagnacani: Raggi cambia per la quarta volta i vertici dell'azienda

La decisione è arrivata al culmine della guerra fredda nata a seguito della mancata approvazione del bilancio da parte di Roma Capitale

Lorenzo Bagnacani non è più l'amministratore delegato e presidente di Ama. La decisione è arrivata al culmine della guerra fredda nata a seguito della mancata approvazione del bilancio da parte di Roma Capitale. Oggi, in una giunta capitolina riunita in seduta speciale si è deciso per la revoca del Cda di Ama. 

La giunta ha anche votato una memoria con cui, a quanto si apprende, ha "preso atto" dei disservizi e del mancato raggiungimento da parte della governance degli obiettivi prefissati. Sempre oggi, in Campidoglio, intanto, era in programma un incontro con le sigle sindacali per fare il punto sul futuro dell'azienda. capitolina. 

Al termine dell'incontro Natale Di Cola, segretario della Fp Cgil, ha spiegato che "i nuovi vertici di Ama, dopo la revoca del Cda arrivata questa mattina, saranno nominati nei prossimi giorni. Il collegio dei Revisori dei conti prenderà ad interim le redini dell'azienda". 

"Ci hanno detto", ha aggiunto Di Cola, "che è stata una scelta arrivata perchè il Cda uscente non ha risolto i problemi che c'erano. Ci hanno anche rassicurato che presto arriverà un piano industriale, che Ama resterà pubblica con l'approvazione della delibera 52 e che sara' mantenuto l'impegno alle assunzioni per incrementare il porta a porta. Ci è stato anche detto che gli stipendi non sono in discussione. Ma siamo comunque preoccupati perchè ci aspettiamo contraccolpi sul servizio. Crediamo serva soprattutto un cambio di passo. Va approvato il bilancio perchè senza il bilancio non si puo' approvare il piano e nemmeno fare le assunzioni". 

Si tratta dell'ennesimo ribaltone grillino nell'azienda che gestisce la raccolta rifiuti a Roma. Appena insediati era toccato a Daniele Fortini soccombere di fronte alle invettive dell'allora assessora Paola Muraro. Arrivò, nominato su indicazione di Casaleggio, Alessandro Solidoro, uomo di fiducia dell'assessore Marcello Minenna. Lo tsunami di inizio settembre 2016, con le dimissioni della Raineri e dello stesso Minenna, portò all'addio anche Solidoro. Arrivò quindi Antonella Giglio che però a maggio 2017 lasciò la poltrona a Bagnacani, uomo fidato della Montanari. 

La mancata approvazione del bilancio 2017, pronto da marzo del 2018 e bloccato per un mancato accordo su 18 milioni sulla gestione dei cimiteri capitolini, ha deteriorato il rapporto tra l'amministrazione pentastellata e il Cda Ama. Alla fine, al culmine di una vicenda approdata anche in Procura, la Raggi ha scelto di rimuovere Bagnacani. 

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