Politica

Il lungo lunedì di Ama: Cda e giunta straordinaria per sciogliere il nodo bilancio 

A rischio servizi e stipendi dopo il no delle banche al rinnovo delle linee di credito. Sempre lunedì anche un'assemblea dei lavoratori indetta dai sindacati

E' la questione più urgente della settimana, quella che terrà impegnatissimo il Campidoglio a partire dalla giunta straordinaria convocata per lunedì: cosa fare con Ama. La Procura ha aperto un'inchiesta sui conti della partecipata, a seguito di un esposto del presidente e ad Lorenzo Bagnacani. E da giorni lo scontro con il Comune va avanti a colpi di carte bollate. 

Il parere legale che spaventa il Campidoglio

Al centro la questione del bilancio 2017, che il Comune ha bocciato non volendo riconoscere i 18 milioni di crediti iscritti da Ama per la gestione dei servizi cimiteriali. Un pugno duro ribadito con forza dalla sindaca più volte: "Faremo pulizia nei conti". Ora però, a far paura al Campidoglio, c'è un parere legale del noto studio Lipani Catricalò and partners, richiesto da Bagnacani, che dichiara nullo il giudizio (negativo) sul bilancio espresso dal collegio sindacale. L'organismo infatti si sarebbe pronunciato quando già non era più in carica. Ma è proprio su quel parere, ora agli atti dell'inchiesta, che si è basata la giunta Raggi quando ha votato la delibera di bocciatura. E c'è chi teme un avviso di garanzia. 

Un lungo inizio settimana

Lunedì in giunta (ci saranno anche i consiglieri) sarà sicuramente tra i temi sul tavolo. La sindaca ha fatto sapere di avere importanti novità da comunicare. E potrebbe riferirsi a un nuovo nome con cui rimpiazzare Bagnacani. Ma "cacciare" l'ad non è cosa semplice. La poltrona in ballo, con la sua dote di rogne infinite, non è proprio appetibile. E i tempi non possono allungarsi troppo: la città necessità di una sterzata sul fronte rifiuti. Il Comune è chiamato a dare al più presto risposte sulla gestione del ciclo di smaltimento: come risolvere il nodo degli impianti, cosa fare del Tmb Salario andato a fuoco, come spingere la raccolta differenziata, come evitare che Roma piombi una volta al mese in emergenza. Da qui l'intenzione trapelata in queste ore: provare a trovare un accordo per le questioni sul piatto.  

A rischio stipendi e servizi 

C'è la tenuta dei conti dell'azienda da garantire, dopo il no delle banche al rinnovo delle linee di credito, in scadenza il 28 febbraio e l'allarme lanciato da via Calderon de la Barca per i pagamenti a lavoratori e fornitori. Il Comune non ha ancora sottoscritto il pegno sui crediti, e ufficialmente ha negato ad Ama la possibilità di trattenere i 250 milioni di Tari di novembre e dicembre per garantire la continuità di cassa. Punto sul quale, a palazzo Senatorio, si starebbe valutando un passo indietro. Anche di questo si discuterà in giunta. Sempre per domani è prevista una riunione del Cda di Ama e un'assemblea dei lavoratori indetta dai sindacati, in stato di agitazione e pronti, se il quadro non si sblocca, a dichiarare lo sciopero.  

Il post Pinuccia Montanari

Tra gli intrecci da sciogliere anche la nomina del nuovo assessore all'Ambiente. Con le dimissioni presentate dopo il voto contrario alla bocciatura del bilancio, Pinuccia Montanari ha lasciato un vuoto ancora da riempire. Raggi, per ora, non ha trovato un sostituto. Le deleghe però, come annunciato, verranno spacchettate in "verde" e "rifiuti". Con, forse, due assessori distinti. E l'ennesimo rimpasto di giunta. 

Proprio Montanari intanto è stata ascoltata in procura come persona informata dei fatti, nell'ambito dell'indagine aperta a piazzale Clodio, per il momento senza indagati e senza ipotesi di reato, per fare chiarezza sulla dinamica che ha portato alla bocciatura del bilancio da parte del socio unico. 

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