Lunedì, 26 Luglio 2021
Politica

Rifiuti, impianti ko e soluzioni lontane. Ama lancia l'allarme: "Crisi nelle prossime settimane"

La municipalizzata guarda ad uno sbocco verso Ucraina e Bulgaria, intanto in città mancano ancora impianti mobili e aree trasbordo

I due TMB di Malagrotta, di proprietà del Colari, a mezzo servizio sino a fine novembre perchè prima in manutenzione e poi oggetto di un incidente probatorio legato ad un'inchiesta; l'impianto di Rocca Cencia sottoposto a lavori di riparazione improrogabili dopo un lungo periodo di incessante utilizzo, quello di Rida Ambiente di Aprilia che ha ridotto la quantità di pattume ricevibile dalla Capitale.

Tra impianti ko e soluzioni strutturali che tardano ad arrivare Roma rischia una nuova crisi dei rifiuti

Ama lancia l'allarme: "Nuova crisi dei rifiuti"

A lanciare l'allarme l'amministratore delegato di Ama, Paolo Longoni, nel corso di un'audizione in commissione capitolina Trasparenza: "In questo momento ci troviamo di fronte a tre impianti (di trattamento, ndr) chiusi per manutenzione e uno che si rifiuta di ricevere rifiuti contrattualizzati mettendo Ama in una situazione di prospettica difficoltà perchè possono mancarci quantità settimanali importanti" - ha detto il dirigente della municipalizzata. 

Longoni punta il dito contro Rida e lo fa senza giri di parole. "Abbiamo una probabile criticità nelle prossime settimane perchè gli impianti, prima ancora che l'ordinanza che gli impone di ricevere al massimo, non rispettano i contratti sottoscritti un anno fa che gli dicono di prendere duemila tonnellate settimanali e invece dicono 'non ne prendiamo piu' di trecento'."

In sintesi: "Ci sono tre impianti in manutenzione, poi c'è quello di Aprilia che riduce le quantita' ad libitum. Più di dirlo alla Sindaca, al Prefetto, alla Regione, al Ministro e alla Procura della Repubblica che non si rispetta un'ordinanza contingibile e urgente, cosa possiamo fare?"

I rifiuti di Roma nelle altre regioni d'Italia

A pesare come un macigno sulla fragile filiera dei rifiuti di Roma anche i mancati accordi per il conferimento della spazzatura all'estero e l'impasse con le altre regioni d'Italia con Abruzzo e Marche che dovrebbero trattare circa 40mila tonnellate di indifferenziato, mentre lo scarto tornerebbe nel Lazio per essere smaltito nella discarica di Colleferro. 

"Le lettere di intenti e i precontratti con gli impianti di Marche e Abruzzo le ho firmate il 10 agosto, ora le due Regioni devono completare l'iter fra loro. Se domani dicessero che Deco (azienda proprietaria di uno dei tmb abruzzesi), come è nell'ipotesi di specie, riceverà una quantità di rifiuti importante scongiureremmo la situazione critica di prossima previsione e potremmo fare manutenzione, i precontratti con gli impianti ci sono. Mancano i documenti di accordo tra Lazio e Marche e tra Lazio e Abruzzo". 

Stop per i rifiuti di Roma all'estero

Per adesso invece niente invio all'estero. Troppo poche le tonnellate per le quali si era resa disponibile la Svezia: seimila, un quantitativo che Roma saturerebbe in appena due giorni. 

"Siamo alla ricerca di canali corretti per, all'occorrenza, collocare i rifiuti nelle nazioni che li accolgono e che li usano come combustibile nei cementifici: ad esempio Ucraina e Bulgaria. Ma anche li - ha concluso Longoni - occorre la Regione di sostegno". 

Aree di trasbordo al palo

E mentre Ama guarda fuori il Grande Raccordo Anulare ed oltre per scongiurare l'emergenza, la Regione Lazio sembra propensa a prorogare l'ordinanza di luglio almeno fino al 31 dicembre 2019.

In città però ancora non si vedono, come prescritto nel documenti della Pisana, l'attivazione di ulteriori impianti di trattamento mobili (c'è solo il tritovagliatore di Ostia ndr.) e delle aree di trasbordo necessarie, in base al piano di Municipalizzata e Comune, a rendere i giri di raccolta più insistenti ed efficaci. Avvio blando solo per la 'stazione' nel piazzale di Saxa Rubra. Le strade della Capitale rischiano così di ritornare invase dall'immondizia. 
 

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