Via dall'Italia per il suo attivismo, al Prefetto la petizione di accademici e giuristi in sostegno di Madalina

L'europarlamentare Forenza ha annunciato un'interrogazione alla Commissione europea

Immagine di repertorio

La partecipazione alla vita sociale e politica è sintomo di integrazione. Non il contrario. Il provvedimento di allontanamento indirizzato all’attivista dei movimenti per il diritto all’abitare Madalina Gavrilescu deve essere ritirato. È questo, in sintesi, il contenuto dell’appello lanciato da oltre duecento esponenti del mondo accademico, e sottoscritto da oltre 700 persone, che questa mattina è stato consegnato in prefettura a Roma alla presenza della parlamentare Europea del Gue/Ngl, Eleonora Forenza, dell’ex deputato Giovanni Russo Spena, del ricercatore dell’Istituto di studi sulle società del Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Issm), Michele Colucci, e di Margherita Grazioli, esponente dei movimenti per il diritto all’abitare.

Per amplificare la voce di tale richiesta, in piazza Santissimi Apostoli si sono riunite decine di persone. Un presidio/conferenza stampa durante la quale molti accademici ed esponenti di associazioni legate al mondo giuridico e dei diritti sociali più in generale, da Giuristi democratici ad A buon diritto passando per la Rete dei numeri pari Medicina democratica e Non una di meno, hanno spiegato le proprie motivazioni contrarie al provvedimento. “La petizione” ha spiegato Grazioli “va a confutare i fondamenti del dispositivo che vede la partecipazione e l’impegno politico di Madalina come sintomo di una mancata integrazione mentre la letteratura in merito afferma proprio il contrario”. 

L’europarlamentare Forenza ha annunciato un’interrogazione alla commissione europea sul caso di Madalina: “L’articolo 18 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea prevede che non ci sia alcuna discriminazione sulla base della nazionalità” ha affermato in piazza. Poi un attacco al governo gialloverde che “con il decreto che accosta in modo infame le parole sicurezza e immigrazione sta smantellando i processi di integrazione in questo paese”. 

Proprio oggi scadevano i 30 giorni di tempo che la Prefettura di Roma aveva concesso a Madalina per lasciare l’Italia. Un termine che, così come spiegato dalla piazza, è da considerarsi ‘congelato’ in base “all’articolo 22 del decreto legislativo 30 del 2007 che prevede che il decreto del prefetto è sospeso fino alla decisione del giudice sulla richiesta di sospensiva” avanzata da Madalina. “Non ci accontentiamo, però, di questo ulteriore tempo ‘concesso’” ha concluso Grazioli. “Chiediamo una revoca piena di questo provvedimento ingiusto e violento che intimorisce l’attività politica dei migranti e che nulla ha a che fare con la vita di Madalina”. 

Vita che il provvedimento non ha fermato. “Non ho lasciato i miei progetti” racconta a Romatoday. “Mi sono iscritta ad un corso di arte creativa che inizierà il prossimo primo marzo, finalizzato alla formazione e all’inserimento nel mondo lavorativo. Vado avanti anche con le attività del teatro di Casal Boccone e con quelle dedicate ai bambini. Continuo a ritenere quel provvedimento un attacco politico che nulla ha a che fare con la mia vita privata”. 

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