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Immigrazione, la città è una polveriera: Marino smentisce i numeri e batte cassa con il Governo

Il sindaco ridimensiona i numeri diffusi dai giornali. Al governo chiede poi il 10% delle risorse nazionali. L'opposizione attacca e nei municipi crescono i malumori

Numeri, riunioni, soldi, polemiche, paure. Sono giorni caldi quelli che si stanno vivendo nella Capitale. Non sono le temperature a creare problemi però, quanto il susseguirsi di notizie, voci e smentite relative all'arrivo di nuovi immigrati a Roma. Informazioni che fanno crescere l'allarme sociale e quello sanitario. In mezzo la politica con la maggioranza che prova a spegnere o mettere a tacere il fuoco di polemiche e di paure e l'opposizione pronta a soffiarci sopra.

I NUMERI - "Cinquantamila immigrati in arrivo, di questi 6000 a Roma". A lanciare la notizia ieri sono stati più organi di stampa. Benzina sul fuoco di una città sull'orlo di una crisi di nervi. Anche per questo il sindaco ha ammesso di aver subito chiamato Prefetto e Ministero degli interni. "Il Ministero dell'Interno e il Prefetto di Roma ci hanno detto che i numeri enormi diffusi da alcuni media, che parlano di 40-50mila possibili arrivi ad agosto non sono confortati da nessun dato in possesso del Ministero dell'Interno". A dare altri numeri è l'assessore al Sostegno Sociale e Sussidiarietà di Roma Capitale Rita Cutini: "Va chiarito, in merito alle notizie diffuse in questi giorni, che si prevede l'arrivo di 940 persone su tutto il territorio regionale e in un tempo diluito".

RIUNIONI - Ieri si è svolta in Prefettura una riunione con prefetti e questori delle province laziali. L'assessore Rita Cutini si dice soddisfatta: "Un incontro molto positivo e costruttivo. Proseguiamo - aggiunge - sulla strada della pianificazione inaugurata in questi mesi in un’interlocuzione costante con la Prefettura e il Viminale. Grazie a questa impostazione programmata delle accoglienze, ribadita anche dal recente Accordo Governo-Stato-Regioni ed Enti locali sul tema dell’immigrazione, si riuscirà a coinvolgere  il territorio nazionale nel suo complesso, ridimensionando, quindi, i numeri di un fenomeno che fino ad ora ha riguardato solo le grandi città e Roma in particolare. Anche nel caso della Regione Lazio, il coinvolgimento di tutte le Province e i Comuni della cintura di Roma riuscirà a prevedere e a meglio regolare le presenze nella Capitale".

COSTI - Il discorso si sposta poi sui costi. L'Assesore Cutini spiega che "il Governo è impegnato a farsi carico dei costi di questa accoglienza" (quella dei nuovi 940 arrivi, ndr). Sul tema delle risorse il sindaco Marino ha poi aggiunto, al termine di un incontro al Viminale con il ministro dell'Interno Angelino Alfano e il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che "si sta lavorando con il Prefetto Morcone sulla distribuzione delle risorse nazionali e capire quanto di queste possano essere destinate per il Comune di Roma. Nei prossimi sette anni sono a disposizione 400 milioni di euro a livello nazionale". Il primo cittadino ha poi sottolineato che "se Roma ha il 10% dell'immigrazione dovremmo avere almeno il 10% delle risorse. Non è possibile che Roma da sola sopporti il 10% dei flussi migratori in arrivo dal mar Mediterraneo. Penso che questo non possa essere un peso che gravi sulle tasse dei romani. E' importante quindi che facciamo presente all'Unione Europea che questo non può essere un problema di Roma. Il numero dei migranti che giungono a Roma - ha spiegato inoltre Marino - e' di circa l'8,8% rispetto a quello che arriva in Italia. Nella Capitale in questo momento abbiamo circa 5-6mila tra migranti, rifugiati e richiedenti asilo. Ed è questo il dato stabile che abbiamo da quando io sono sindaco".

POLEMICHE - L'ottimismo della Cutini e di Marino fa da contraltare alle dure prese di posizione dell'opposizione. Sui numeri girati ieri è infatti pronta un'interrogazione firmata da tutti i gruppi di opposizione di centrodestra. Destinatario il sindaco Marino. Si legge nel documento: "I sottoscritti consiglieri, appreso dagli organi di stampa che e' previsto l'arrivo a Roma di circa 6000 immigrati provenienti dal Nord Africa e tenendo conto che questi arrivi metteranno definitivamente in ginocchio tutti i servizi sociali di accoglienza creando nuovi e gravi problemi di sicurezza e degrado in citta', chiedono al sindaco Marino di venire a riferire in Aula rispetto agli impegni che l'amministrazione sta prendendo nei confronti del Governo e quali provvedimenti intende prendere per difendere la citta' da questi pericoli".

PAURE - Ma contro Marino e Cutini c'è anche il "fuoco amico". E' quello del minisindaco del municipio delle Torri Marco Scipioni che ieri attraverso il nostro giornale ha duramente attaccato l'assessore al Sostegno Sociale e Sussidiarietà: "Il problema dei rifugiati non può essere affrontato solo dal punto di vista logistico. È un atteggiamento irresponsabile che non siamo più disposti ad accettare". Chiaro il riferimento alla Cutini. Scipioni ha abbandonato quasi subito il tavolo di concertazione in polemica con l’atteggiamento a suo dire poco conciliante dei delegati alle Politiche Sociali. Il casus belli la gestione dei siti da destinare ai rifugiati, che Scipioni vorrebbe frutto di una decisione condivisa con i Presidenti di Municipio. "Mi è stato risposto", ha aggiunto Scipioni, "che conoscono bene i siti da destinare all’accoglienza e non vogliono condividerli con noi. Non c’è stata nessuna concertazione dunque, ma un’imposizione. Un atteggiamento intollerabile che denota una grave mancanza di democrazia. A quel punto, prendendo atto che una decisione così importante per la vita dei cittadini viene presa senza alcun confronto con i Presidenti di Municipio, ho deciso di abbandonare il tavolo".

CITTADINI SUL PIEDE DI GUERRA - Intanto a Torre Angela si rincorrono le voci sull’arrivo di nuovi rifugiati. Lo scorso martedì alcuni residenti hanno improvvisato una protesta nei pressi di un centro commerciale di via Celio Caldo, dove secondo le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni avrebbero dovuto trovare posto migliaia di richiedenti asilo. La notizia è stata poi smentita dallo stesso Assessorato alle Politiche Sociali con una nota indirizzata al Presidente Scipioni, ma il clima nel quartiere è ancora incandescente, tanto che un gruppo di residenti ha avviato una raccolta firme “preventiva” contro l’eventualità di nuovi arrivi. Sarebbero circa duemila le firme raccolte dagli abitanti. E la frattura tra Municipio e Campidoglio non potrà che gettare benzina sul fuoco.

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