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Il dramma sociale di Alitalia, a Roma 40mila posti di lavoro a rischio. Raggi convoca i sindacati

Dopo il blocco della Roma Fiumicino e il sit-in sotto la sede di ITA all’Eur, oggi la nuova manifestazione a Montecitorio contro esuberi e mancata cassa integrazione

Il fronte di Alitalia è rovente. Tra i vertici della nuova ITA e i sindacati è strappo totale: nessun accordo nè per evitare il previsto taglio del 40-50% del personale da parte della newco, nè sulla cassa integrazione che le organizzazioni sindacali chiedono almeno fino al 2025 per quei lavoratori ex Alitalia che non dovessero essere ricollocati. I numeri indicano la gravità della situazione: ITA inizierà con l’assunzione di 2800 persone su quasi 11mila del settore aviation. Il numero complessivo massimo sarà di  5.750 dipendenti nel 2025. 

Alitalia, protestano i lavoratori

Così i lavoratori senza risposte nè futuro protestano: dopo il blocco della Roma Fiumicino e il sit-in sotto la sede di ITA all’Eur, oggi la nuova manifestazione a Montecitorio. Roma centro delle proteste e dell’emorragia occupazionale con 40mila addetti dello scalo di Fiumicino, tra personale Alitalia e indotto, a rischiare il posto. Estensione della cassa integrazione almeno fino al 2025, mantenimento del CCNL senza deroghe e garanzie per tutti gli appalti dell'indotto: le richieste della Cgil che guiderà la protesta nel cuore di Roma.

I sindacati a Montecitorio: "40mila posti di lavoro a rischio"

"Anni di errori nella gestione della compagnia di bandiera, insieme alle inevitabili misure adottate dal Governo per contrastare la diffusione del virus Sars Cov 2hanno generato ripercussioni molto pesanti che hanno profondamente segnato il settore del trasporto aereo ma anche il trasporto locale, il commercio, le manutenzioni, i servizi, l'assistenza a terra e tutto l'indotto. Più di 40mila addetti sono ora in grandi difficoltà e per migliaia di loro, provenienti da Alitalia, la prospettiva è la perdita del posto di lavoro e del reddito: un disastro!” - tuonano Cgil e Filt Cgil di Roma e del Lazio. “In tutta Europa le istituzioni hanno messo in campo misure straordinarie per la difesa dell'occupazione in questo settore e per il suo rilancio mentre, al contrario, la rottura del confronto sindacale e le dichiarazioni dei vertici di ITA imprimono un'accelerazione negativa che deve essere interrotta. Da quando negli anni 2000 è iniziata la crisi di Alitalia, il nostro territorio è ancora una volta penalizzato da scelte incomprensibili, prive di visione e di conoscenza della realtà del trasporto aereo. Paghiamo gli errori politici del passato e la distrazione totale della politica nazionale e anche oggi questo Governo dimostra di non essere capace di costruire alleanze, di perseguire obiettivi ambiziosi di rilancio, di farsi carico di soluzioni che non abbandonino le lavoratrici e i lavoratori a un triste destino, di fare sistema paese insomma”.

La prospettiva è quella dell’affossamento di un asset industriale e occupazionale importante per il territorio e per questo i sindacati confederali e dei settori interessati hanno chiesto un confronto strutturato con l'amministrazione regionale e con le istituzioni locali “per trovare le opportune misure a tutela del lavoro e dello sviluppo, per individuare le soluzioni per le migliaia di addetti interessati a partire da politiche attive e formazione".

Alitalia, Raggi convoca i sindacati: "Non possiamo permettere dramma sociale"

E sulla crisi Alitalia è intervenuta anche la sindaca di Roma, Virginia Raggi, che ha deciso di convocare i sindacati per ascoltare le loro istanze in un confronto aperto: “L’ex compagnia di bandiera Alitalia è stata gestita in maniera ondivaga. Sono decenni che l’azienda non riesce a uscire da una crisi nera. Sono convinta che l’unica compagnia di bandiera debba essere tutelata. Quando si parla di esuberi si parla inevitabilmente della perdita del posto di lavoro per migliaia di persone. Molti di loro - ha sottolineato la sindaca - hanno una famiglia, hanno dei progetti, spese da affrontare. Immaginiamo il dramma sociale che questi esuberi e questa perdita di lavoro determinerà a danno delle persone e dei territori. Non possiamo permetterlo. Alitalia è una risorsa per il Paese, per Roma, per Fiumicino, per tante città della costa”. 

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