Lago ex Snia, Pascale: "Va ora aperto il confronto"

"Non si può non esprimere soddisfazione per l'intervento del Comune di Roma"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

"Non si può non esprimere soddisfazione - ha dichiarato Alfonso Pascale, ricercatore e studioso di agricolture urbane e civili - per l'intervento del Comune di Roma volto a scongiurare l'esercizio del diritto di retrocessione da parte della società proprietaria dell'area in cui si trova il Lago ex Snia dopo un decennio di inerzia della pubblica amministrazione".

"Va ora aperto il confronto - ha continuato Pascale - sulle soluzioni da dare ai problemi gestionali dell'intera area parco, in cui oggi sono insediate le attività del Comitato ex Snia, quelle svolte all'interno della Casa del Parco delle Energie e quelle che potranno nascere con la valorizzazione del Lago naturale.

Lo studioso chiarisce che sono sul tappeto due ipotesi. "La prima è quella tradizionale che punta alla gestione diretta del parco da parte dell'Amministrazione comunale con affidamenti di singole attività ad associazioni locali, mediante bandi pubblici o incarichi diretti. Una linea che a Roma è stata fallimentare, se si guardano alle esperienze delle aziende agricole pubbliche Castel di Guido e Tenuta del Cavaliere o a quella dell'Ente Roma Natura. E tuttavia ancora trova difensori tra coloro che non intendono innovare il rapporto tra politica e società. La seconda soluzione è invece quella di promuovere, mediante un processo partecipativo dal basso, un soggetto gestore del parco, la cui assemblea sia formata da tutti i cittadini residenti del quartiere e i cui amministratori siano eletti democraticamente, sulla base di un confronto sul piano di valorizzazione dell'area".

"Con la seconda ipotesi - conclude Pascale - sarà possibile far confluire e valorizzare in un'innovazione sociale le esperienze di autogestione realizzate in questi anni, con l'impegno, la passione e le competenze di decine e decine di volontari. Ma bisogna approfondire il tema in un dibattito pubblico per costruire con le istituzioni una cornice giuridica entro cui collocare il percorso".

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