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Alessandra Sartore (foto Ansa)

Alessandra Sartore (foto Ansa)

L'assessora Sartore lascia la Regione: nominata sottosegretaria nel governo Draghi

Nominata tra i sei sottosegretari del Partito democratico, resta scoperta in giunta la casella dell'assessorato al Bilancio. Mal di pancia tra gli uscenti, zingarettiani, non riconfermati. Bonaccorsi: "Settore turismo non riconosciuto dal mio partito"

Approvata ieri in Consiglio dei ministri la lista dei componenti del nuovo governo a guida Mario Draghi. Ora la squadra a palazzo Chigi è completa. E tra i sei sottosegretari toccati al Partito democratico c'è anche la fedelissima di Nicola Zingaretti Alessandra Sartore, approdata al Mef (Ministero dell'economia e delle finanze). 

Lascia vuoto il posto di assessora alle Politiche del bilancio, Patrimonio e demanio ricoperto in Regione Lazio dal 2018. Ancora da capire chi la sostituirà. Si placa così il malumore nel Pd manifestato dalla componente femminile, che all'indomani delle nomine dei ministri di governo avevano sollevato lamentele per il trio tutto al maschile in rappresentanza dei democratici. Si placa sì ma non del tutto, almeno nella compagine del partito romano. 

Malumori tra gli uscenti

Per un assessore che lascia il posto ed entra a palazzo Chigi altri due ex della giunta Zingaretti, che erano passati nella squadra del Conte II, non vengono riconfermati. E, a quanto filtra tra gli addetti ai lavori, non la prendono bene. Parliamo di Gianpaolo Manzella, che era sottosegretario al Ministero dello Sviluppo economico, e Lorenza Bonaccorsi, sottosegretaria al Turismo. Quest'ultima affida lo sfogo sui social senza troppi giri di parole. 

Prima ringrazia per il lavoro svolto: "Ho avuto l'onore di lavorare per il mio Paese in uno dei momenti più difficili dal dopoguerra a oggi. Alcune cose hanno funzionato, altre meno, alcune cose potevano essere fatte meglio. Come sempre. Per me è stato un impegno totale, come ho sempre affrontato le cose nella mia vita. Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato con me". Poi, nel finale: "Mi dispiace che il mio partito non abbia riconosciuto come elemento strategico e caratterizzante per la ripartenza il settore del turismo. Ma questo è un problema che viene da lontano ed e un'altra faccenda".


 

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