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Alemanno: “Mi ricandido”. Il bilancio in aula e quei 730 milioni da trovare

Il sindaco dichiara di volersi ricandidare alle prossime comunali pur strizzando l'occhio alla poltrona di premier. Intanto si lavora per il bilancio e all'orizzonte la liberalizzazione di Acea, Ama e Atac

Alemanno, intervista dal quotidiano La Repubblica, chiarisce subito la sua posizione in merito alle prossime elezioni comunali 2013, affermando la sua volontà di ricandidarsi come sindaco della capitale.
In questo momento estremamente delicato, il sindaco poi spiega le motivazioni dietro alle scelte in materia di tasse saltellando tra i sondaggi su Terzo Polo e Pdl e conferma le primarie per la scelta del candidato sindaco del suo partito.

ELEZIONI COMUNALI - Riguardo alle elezioni, dalle pagine del quotidiano, Alemanno spiega: “intendo ricandidarmi alla guida del Campidoglio.  A Roma i sondaggi più favorevoli danno il Terzo Polo poco sopra il 10%. Francamente non credo che un partito del 10% possa condizionare le scelte di chi, come il Pdl, ha più del doppio dei consensi. Anche perché noi a gennaio, tre mesi prima delle comunali, faremo le primarie per il candidato sindaco. Certo, se poi loro dovessero decidere di sostenermi come premier a livello nazionale (ride, ndr) ne possiamo parlare.”

TASSE, IMU, IRPEF.. - Passando al tema dolente, quello delle tasse, il sindaco addita nella manovra del governo il principale responsabile della morsa economica che si ripercuoterà sulle tasche dei romani e conferma sia l'aumento dell'Imu, sia il mantenimento dell'Irpef senza ritocchi perché: “è già stata alzata per pagare i debiti delle precedenti amministrazioni. Dovete chiedere a Veltroni”.
La manovra finanziaria di quest'anno sarà particolarmente difficile infatti il Campidoglio registra oltre un miliardo di trasferimenti in meno da parte dello Stato. Quasi 150 milioni di tagli da parte della Regione e complessivamente, 730 milioni di euro da reperire in bilancio.

LIBERALIZZAZIONE ACEA, ATAC E AMA – Dalle tasse alle municipalizzate: il comune vende parte di Acea e di Atac e se, nel primo caso, i tempi sembrano brevi, per Atac e Ama , invece, sembrerebbe prevalere un atteggiamento più cauto. Spiega ancora Alemanno su Acea: “Noi abbiamo l'obbligo di scendere dal 51 al 40% entro giugno 2013, per poi alienare il restante 10% entro il 2015, pena la decadenza di tutti i contratti pubblici. Nel mezzo ci sono le amministrative e se il primo step dovesse saltare Acea rischia di perdere i 54 milioni per l'illuminazione pubblica di Roma".
Riguardo Atac, azienda negli ultimi tempi sempre più nell'occhio del ciclone da Parentopoli al bando di 14 milioni per le nuove divise di ieri, il sindaco conferma: “Ci siamo presi un po' di tempo per discutere le varie ipotesi in campo. Intanto conferiremo tutte le partecipazioni nella holding, come peraltro ha già fatto Fassino a Torino, e poi decideremo se mettere a gara i servizi pubblici locali  come per esempio vorrebbe l'assessore Aurigemma per Atac o far entrare i privati."

Oggi, intanto, si deciderà il destino di Acea in Campidoglio.

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