Giovedì, 18 Luglio 2024
Politica

Perché a Roma ci sono centinaia di alberi sotto sequestro e abbandonati in strada dopo i tagli

Le piante crollate a luglio e agosto, hanno fatto aprire un'indagine della procura ma molti rami, rimasti a terra, sono ancora da rimuovere

Tronchi e rami a terra, circondati dal nastro giallo, che si trasformano in ricettacoli di rifiuti. Ed alberi messi “sotto sequestro penale”, come si legge sugli avvisi affissi sui relativi fusti. Per capire cosa sta succedendo, a Roma, bisogna fare un salto indietro di qualche mese per tornare ad una serie di crolli che,  la scorsa estate, hanno interessato le preziose essenze arboree della Capitale.  Lo schianto del pino dell’Altare della Patria è stato probabilmente l’episodio che ha colpito maggiormente l’opinione pubblica. Ma non è stato l’unico crollo di cui, la scorsa estate, che ha caratterizzato gli alberi in città. 

Gli alberi crollati in estate

Prima del cedimento del maestoso esemplare di Pinus pinea di piazza Aracoeli, si sono verificati, in rapida successione, analoghi cedimenti. Una settimana prima, il 13 luglio, nella centralissima piazza San Marco, quindi sempre a pochi passi dal Campidoglio, si era verificato un altro crollo. E anche qualche giorno più tardi, il 25 luglio, i romani hanno dovuto fare i conti con un platano che si è schiantato, in quel caso ferendo due persone e danneggiando dieci auto, all’altezza del lungotevere di Tor di Nona. Tanti episodi, avvenuti in poco tempo, hanno spinto la procura di Roma ad aprire un fascicolo d’indagine per i ripetuti crolli.

L'indagine aperta dalla procura di Roma

In città sono così comparsi dei cartelli, affissi sui tronchi, con cui s’informava la cittadinanza che l’albero era sottoposto a “sequestro probatorio”. Perché magari dalla chioma si sono staccati dei rami o, invece, per lo schianto dell’intero albero. Questi cartelli sono stati affissi praticamente in ogni quadrante capitolino, tra lo stupore dei cittadini che, sui social network, hanno cominciato ad interrogarsi sulla comparsa di questi cartelli. Domande che sono rimbalzate sui social network, di cui si trova ancora abbondante traccia negli account facebook dedicati ai gruppi di quartiere. Quanti sono stati questi provvedimenti e che effetti hanno prodotto?

Le zone più colpite 

Dalla fine di luglio gli alberi posti “sotto sequestro” sono stati 171. Il quadrante di gran lunga più interessato è stato quello del municipio II. Sono stati eseguiti più di 35 provvedimenti nel territorio del gruppo di polizia locale Parioli e, molti di questi, hanno interessato il quartiere Africano, con alberi messi sotto sequestro in via Migiurtina, in viale Somalia, in via di villa Chigi ed in via Tigrè. Intensa è stata anche l’attività nel municipio I, dall’Esquilino  a Tor di Nona (per l’episodio citato del 25 luglio). Tante risultano inoltre le misure adottate nel territorio dell’VIII municipio, con 22 alberi sotto sequestro tra San Paolo (in via Chiabrera ed in viale Giustiniano Imperatore) a  Garbatella (via Pullino e circonvallazione Ostiense) e Tor Marancia (Via Francesco Belloni) solo per citare alcuni esempi. 

Cos' è successo agli alberi sotto sequestro

Com’è finita l’inchiesta? Ancora non si è conclusa. Per quanto riguarda gli alberi in alcuni casi sono stati tagliati e prontamente rimossi, come all’altezza del civico 161 di via Chiabrera, a San Paolo.  Lì “All’inizio di agosto erano caduti dei rami – ha raccontato il titolare dell’ esercizio commerciale prospicente – è stato messo un avviso ed un nastro giallo attorno all’albero che, qualche giorno dopo, è stato tagliato”. Di quell’operazione sopravvive l’immancabile ceppaia sul marciapiede. In altri casi, i tronchi sono stati tagliati e così anche i rami. Ma il cumulo di legname è rimasto a terra e lì giace da mesi. Per restare nel quartiere di San Paolo, questo tipo di situazione si sta verificando all’altezza del civico 177 di viale Giustiniano Imperatore ed analoga condizione, per cambiare quadrante, si riscontra in via Frentani, a pochi passi dall’università la Sapienza. IN questi casi, la lunga permanenza a terra di tronchi e ramaglie, ha finito per attirare rifiuti d’ogni sorta. Altrove, è il caso via viale Manzoni, sui tronchi dei platani, ancora in piedi, permane l’avviso del “sequestro probatorio”.  

Cosa serve per ottenere il dissequestro

Perché questa inchiesta non si è ancora conclusa? Perché il dissequestro, com’è stato chiarito dal Campidoglio, non è ancora stato effettuato. L’assessora comunale all’ambiente ha però fatto sapere che, in forza dell’interlocuzione avviata con “il comando del gruppo dei carabinieri forestali di Roma, a cui è stato delegato lo svolgimento di questa indagine contro ignoti” è stata individuata una procedura “alla quale saremo in grado, nelle prossime settimane, di poter rimuovere quei cumuli di ramaglie presenti sui marciapiedi e nei parchi della città oggi posti sotto sequestro dall’autorità giudiziaria” ha spiegato l’assessora Sabrina Alfonsi. Perché ciò avvenga, la polizia locale dovrà completare “la raccolta della necessaria documentazione anche fotografica relativa ai singoli sequestri”. Fatto questo, l’amministrazione confida nella possibilità di “ricevere dalla Procura un provvedimento di dissequestro”.

La carenza di spazi per stoccare tronchi e rami

C’è anche un altro tema sui cui, l’amministrazione, deve nel frattempo trovare una soluzione. Riguarda lo stoccaggio dei tanti tronchi e dei rami che ancora oggi giacciono a terra. Una discreta quantità è stata stipata nella sede del dipartimento ambiente di Roma Capitale. Sono il frutto di alcuni provvedimenti, 17 in tutto, che sono stati emessi tra agosto e settembre nel quadrante di cui è responsabile il 14 gruppo Montemario. Passando per via dell’Amba Aradam si possono vedere i cumuli di rami che il dipartimento ha preso in custodia. Ma sono un decimo rispetto ai provvedimenti di sequestro che sono partiti con la maxi inchiesta. Il Campidoglio dovrà quindi trovare altri siti dove stoccare gli alberi che, via via, verranno dissequestrati. Gli spazi del servizio giardini, a Porta Metronia, sono già saturi.

Alberi sotto sequestro: tronchi tagliati, nastri gialli e cumuli di rifiuti

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