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Alberi, la Capitale avrà un regolamento del verde. Mancano però i soldi per le potature ed i giardinieri

Il Campidoglio è pronto a dotarsi dell’atteso provvedimento. Calcerano (Verdi): “Bene le regole ma servono anche le risorse”

A due anni dall’annuncio dello storico risultato il regolamento sul verde, che in quel modo era stato definito dalla sindaca, approda in Aula Giulio Cesare. 

La versione 2.0

Revisionato con oltre 400 modifiche rispetto all’originale stesura di Pinuccia Montanari, il nuovo provvedimento è pronto per essere sezionato, discusso, ed infine votato dall’Assemblea Capitolina. Un risultato tutto sommato scontato perché, seppure fiaccata dai dissidi interni e dai consiglieri che l’hanno abbandonata, la maggioranza grillina continua ad avere i numeri per approvare il regolamento.

Le critiche 

Il nuovo strumento però, per le tante modifiche che ha subito, continua a dividere. Lo fa nel merito tra le associazioni che hanno provveduto alla sua stesura, anche se la gran parte ora se ne dichiarano soddisfatte. E divide anche anche nel metodo seguito perché, a fronte dei tanti emendamenti registrati, secondo alcuni, avrebbe necessitato dell'espressione d’un nuovo parere da parte dei municipi.

La trasparenza

Tra le voci critiche ci sono anche quelle dei Verdi. “Sul piano procedurale segnaliamo la scarsa attenzione che è stata data alla trasparenza, soprattutto in relazione agli abbattimenti: secondo noi è necessario comunicarli con un anticipo di almeno 30 giorni – ha spiegato Guglielmo Calcerano, portavoce romano dei Verdi – in modo da riuscire ad ottenere delle perizie agronomiche”.

Il maxi appalto delle potature

Seppur criticata, l’approvazione del regolamento comporterà un indubbio vantaggio. Fornirà all’amministrazione un quadro di regole certe da seguire nella gestione del patrimonio arboreo cittadino. Basterà perché consentire alla Capitale di diventare quel “Giardino d’Europa” che l’amministrazione ha spesso invocato? Probabilmente no. Mancano i fondi per le potature, visto che il maxi appalto che era stato annunciato a settembre è bloccato. Dovevano essere 60 milioni in tre anni, da distribuire per i vari municipi.

Pochi giardinieri

Il periodo per effettuare le manutenzioni verticali è però terminato. E poi c’è la questione del piano assunzione dei giardinieri, che non è stato ultimato. Ne mancano all’appello, sui 149 effettivi che erano stati promessi, una buona metà. “Con le assunzioni ferme e l’appalto sulle potature bloccato rappresentando di certo due problemi che non facilitano il compito dell’amministrazione – ha commentato Calcerano – le regole infatti servono per evitare gli sfaceli cui abbiamo assistito. Ma senza risorse, il rischio è che il salto di qualità auspicato si trasformi in un flop”. Al di là degli annunci, quindi, la Capitale più verde d’Europa, ha bisogno anche di altri investimenti. In giardinieri e potature.
 

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