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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Politica

Rifiuti, ad Albano sale la protesta contro Virginia Raggi: "Scarica responsabilità e problemi fuori dal Gra"

L’iniziativa di fronte al cancello dell’ex discarica di Roncigliano

Una mattinata di dissenso e manifestazione quella andata in scena sabato ad Albano, in zona Roncigliano dove dovrebbe tornare attiva la discarica per accogliere i rifiuti di Roma già dai prossimi giorni, non appena la sindaca di Roma Virginia Raggi firmerà, in qualità di di sindaca della città metropolitana, l'ordinanza per la riapertura. “Questa battaglia non ha colori politici” ha commentato il sindaco di Albano, Massimiliano Borrelli, al termine dell’evento.

Nei giorni scorsi, il consiglio comunale di Albano ha approvato all’unanimità un ordine del giorno per ribadire la contrarietà della cittadina dei Castelli alla riapertura della discarica in zona Roncigliano dove la sindaca di Roma, Virginia Raggi, vorrebbe portare I rifiuti della Capitale. L’invaso è stato chiuso nel 2016 dopo un incendio che ha distrutto l’impianto tmb che funzionava in collegamento con la discarica. Dispone ancora di volumetrie autorizzate fino al 2024 per 250.000 metri cubi, ma in alcuni pozzi spia i valori limite relativi alle concentrazioni degli inquinanti sarebbero stati superati e sarebbero ancora in corso alcuni rilievi dell'Arpa Lazio.

E mentre l’emergenza rifiuti a Roma continua a crescere, tra rabbia e indignazione dei cittadini ormai esasperati e con cassonetti che vanno a fuoco quasi quotidianamente, si è concluso con un ‘nulla di fatto’ l’incontro convocato al Ministero per la Transizione ecologica. Occhi puntati sul 14 luglio: entro quella data, secondo quanto si apprende, dovrebbe essere pronta la cartografia delle aree bianche alla quale sta lavorando la Città Metropolitana. E, per la riunione del 14 luglio, dovrebbe essere pronta l’ordinanza di Raggi per riaprire la discarica alla città di Albano Laziale.

È per scongiurare tutto questo che nella mattina di sabato, è andata in scena la manifestazione di protesta a Roncigliano. All’appuntamento anche tanti cittadini chiamati a raccolta dalle associazioni che da anni si battono per chiudere e sanare definitivamente questa “ferita su un territorio al confine con Roma” hanno spiegato a margine dell’evento. Hanno partecipato gli amministratori del bacino: i Sindaci di Albano, Ardea, Castel Gandolfo e Genzano, il delegato di Lanuvio e altri rappresentanti delle Istituzioni locali.

“Chi come noi indossa questa fascia è il Sindaco di tutti i cittadini e opera per il bene del suo territorio. L'arroganza della Sindaca di Roma è rivolta non solo a noi, ma a tutti i Sindaci dell'Area Metropolitana. Oggi si parla di Albano, ma domani toccherà ad altri. Per questo oggi siamo qui in tanti, e ringrazio quelli presenti e quelli che hanno scritto manifestando la loro solidarietà” ha detto Massimiliano Borelli, sindaco di Albano. “Chi si assumerà la responsabilità di riaprire una discarica chiusa da anni, con documenti dell'Arpa che affermano che ci sono problemi nelle falde idriche e che può ricevere solo rifiuti pre – trattati? Chi firma un documento del genere deve sapere cosa rischia. I nostri non sono capricci di cattivo vicinato, ma suffragati da carte di organi terzi. Ho chiesto, insieme agli altri Sindaci dell’ex bacino, un incontro al Prefetto, che spero di avere nei prossimi giorni” ha aggiunto.

Borrelli spiega: "Voglio anche ringraziare i colleghi del Consiglio Metropolitano di varie forze politiche che si stanno attivando per richiedere la convocazione di una seduta del Consiglio stesso e della Commissione Ambiente, luoghi deputati a consultare gli atti e a decidere l'indirizzo politico. Luoghi che raramente hanno visto la presenza della Sindaca. Per ultimo, ma non meno importante, c'è una questione culturale. Noi tutti abbiamo faticato per arrivare ad una raccolta differenziata di buon livello. E' costato impegno, tempo, sacrificare spazi delle nostre abitazioni per differenziare, ma oggi abbiamo raggiunti obiettivi lusinghieri. Lo stesso vale per la Capitale d'Italia, che ha perso cinque anni di tempo prezioso, e ancora oggi va cercando di scaricare responsabilità e problemi fuori dal GRA. Troverà comunità unite contro questa ipotesi. Cittadini che hanno a cuore il loro territorio e la propria salute".

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