Albano: il PDL si divide sulla candidatura a sindaco

A poche settimane dalla scelta del candidato sindaco, il PDL di Albano si divide sulla scelta di Marco Silvestroni con un'offensiva lanciata via web. Lo scontro politico si accende sia nel partito di magggioranza che nell'opposizione, che attacca in vista delle imminenti elezioni amministrative

Sono trascorsi appena dieci giorni dalla scelta del PDL di Albano del proprio candidato sindaco nella figura di Marco Silvestroni e già il partito si divide sul nome prescelto innestando a catena le reazioni delle altre forze politiche.

Il consigliere comunale Daniele Brunamonti, coordinatore dei giovani della PDL, dal web ha lanciato accuse e critiche alle scelte del suo partito in particolare sulla genesi della candidatura e sui metodi di scelta. 

“Ad Albano si sceglie prima il candidato Sindaco di un partito, lo si fa appoggiare anche da una lista di parenti ed affini e si lancia poi il nome. Bene – si legge dalle pagine di facebook e dei siti internet locali  – ed il programma amministrativo dov’è? Ed i partiti alleati dove sono?”.

Ed ancora: “il  candidato designato non è stato condiviso per meriti da tutta la rappresentanza del centro destra di Palazzo Savelli ma imposto ai centurioni (fedeli e silenti, come dice qualcuno con il sistema della: “Parola di Re”. Molte persone che hanno rappresentato un pezzo importante della amministrazione Mattei non sono state coinvolte. Stessa sorte è toccata ad altri soggetti facenti parte del Pdl”.

Il consigliere Brunamonti è ancora più duro quando tocca il tema delle scelte programmatiche: “La logica e la esperienza - se avessero albergato nella testa dei sostenitori del candidato a sindaco - avrebbero suggerito di stilare e concepire (parola comprensibile ai più...) una piattaforma programmatica da condividere con altre forze politiche e sociali del territorio, di integrare ed ampliare la stessa grazie al contributo di tutti, di condividere in tutto il futuro percorso di attuazione programmatica e di individuare chi - tra tutti gli aderenti alla esperienza sociale appena descritta - meglio di altri potesse garantire la attuazione predetta e sintetizzare i diversi concorrenti al progetto”.

Evidentemente le correnti politiche nazionali che iniziano ad animare il PDL a livello governativo, iniziano ad avere ripercussioni anche a livello locale, dove anche l'attuale opposizione guidata dal Partito Democratico ha tentato l'affondo sulle scelte degli avversari.

Massimiliano Borelli, consigliere comunale del PD punta tutto proprio sulle difficoltà dell'attuale maggioranza: “In tempi non sospetti abbiamo evidenziato la palese frammentazione in cui versa il centro destra di Albano Laziale e da quanto leggo ed evidentemente tali affermazioni non erano assolutamente infondate. Non entriamo nelle dinamiche della maggioranza, ma semplicemente denunciamo l’incapacità del centro destra di poter governare ancora Albano Laziale in futuro”

“Le parole di Brunamonti sono macigni sul centro destra, o sarebbe meglio dire “ex” centro destra, e scrivono la parola fine ad un ciclo amministrativo totalmente fallimentare- continua Borelli che rincara la dose - basta con questa gestione affaristica dell’amministrazione comunale. I cittadini devono sapere che c’è un’ alternativa a questo centro destra vuoto e privo di contenuti programmatici reali e concreti”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il componente del direttivo provinciale del Pd, Gabriele Sepio, che sulle parole di Brunamonti afferma: “Esse provano come la coalizione di centro destra si sia sfasciata e testimoniano un’evidente logorio nel suo interno. Albano merita altro, merita di più: questo i cittadini devono saperlo ecco perché siamo qui a denunciare le gravi carenze di una coalizione e di un modo di amministrare che è giunto al capolinea.”.

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