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Contratti a termine da dieci anni, l'ultimo scade a fine dicembre: la rabbia dei precari "storici" dell'Agenas

Il presidio dei 70 lavoratori dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari sotto al Ministero della Salute: "Speranza sostenga stabilizzazione"

Dieci anni di precarietà alle spalle, all’orizzonte un contratto in scadenza con l’anno nuovo a rappresentare una vera e propria incognita: chiedono risposte i lavoratori dell’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari, che sono tornati a manifestare sotto al Ministero della Salute per chiedere di essere stabilizzati proprio come i loro 146 colleghi con i quali da tempo portano avanti le attività. 

I lavoratori precari dell'Agenas in protesta sotto al Ministero della Salute

“Con l’emergenza Covid-19, all’Agenzia sono stati affidati ulteriori compiti di supporto tecnico operativo alle regioni, circa la riorganizzazione della rete ospedaliera e territoriale. Chiediamo al ministro Roberto Speranza l’impegno a sostenere in Commissione bilancio l’emendamento che riguarda la stabilizzazione dei 70 lavoratori” - dicono Paolo Terrasi, Marco Giobbi e Angelo Angritti, responsabili di Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio.

I sindacati al Ministro Speranza: "Assumere i precari"

Un emendamento che definisce modalità e risorse aggiuntive per consentire l’assunzione a tempo determinato dei precari storici dell’agenzia, impiegati anch’essi nel complessivo sistema dei servizi pubblici alla salute. “Dove è prioritario tornare ad investire: tra le ragioni dello sciopero, le politiche assunzionali e l’avvio di un piano straordinario per l’immissione di professionalità e risorse stabili all’interno della PA - aggiungono Terrasi, Giobbi e Angritti - è una rivendicazione centrale, per ridare slancio e forza ai servizi pubblici”. 

Un mese alla scadenza del contratto, protestano 70 lavoratori dell’Agenas: sono “precari” da dieci anni 

Sfumato l’agognato incontro con il ministro Roberto Speranza al quale lavoratori e sindacati chiedono, nel complesso degli interventi relativi alla sanità pubblica, di sostenere la vertenza. “Una tra le più importanti battaglie aperte per il superamento del precariato in ogni ambito dei servizi pubblici, a partire dalla sanità, che ricordiamo nel Lazio riguarda il 10% del comparto. Per questo ci aspettiamo dal Ministro una dichiarazione risolutiva a cui facciano seguito fatti concreti in tempi brevi. Fino ad allora la mobilitazione non si fermerà”. 
 

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