Il Comune di Marino si prende la casa abusiva e chiede 810 euro d'affitto all'occupante-proprietario

La denuncia viene dal comitato Equi Diritti: "In quella casa un uomo con un reddito netto di 502 euro mensili, la moglie invalida, la suocera 83enne con una pensione minima e la figlia con una bimba di tre anni"

Una manifestazione del comitato Equi Diritti (Immagine di repertorio)

810 euro al mese più arretrati. E' questa la richiesta che si è vista recapitare dal Comune di Marino una famiglia che vive in una delle abitazioni abusive finite sotto i riflettori sui Castelli Romani. L'abitazione non è stata condonata e l'amministrazione nel giugno scorso ha proceduto con il processo di requisizione. Ora la richiesta di "indennità di occupazione" nelle "more del rilascio". A poche ore dal blocco di una demolizione ad Artena, la denuncia viene dal Comitato Equi Diritti che riunisce centinaia di cittadini che vivono in abitazioni non condonate e che da tempo denunciano il rischio di "una bomba sociale".   

"In quella casa oltre ad un uomo con un reddito netto di 502 euro mensili, ci vive la moglie, invalida civile all'80 per cento ed in attesa di pensione; la suocera 83enne intestataria di una pensione minima e la figlia, una ragazza madre disoccupata con una bimba di tre anni" scrive in una nota Equi Diritti. "Con un reddito inferiore ai mille euro sono diperati". 

Tra le premesse la comunicazione del 3 marzo 2017 "con la quale si disponeva l'immediato rilascio dell'imobile sopra citato con invito a liberarlo da persone e cose entro e non oltre 30 giorni". Prosegue il documento inviato alla famiglia, "nelle more del rilascio, come da criteri fissati dalla deliberazone di Giunta Comunale verbale del 1 marzo 2017, occorre rispondere all'Ente proprietario un'indennità di occupazione senza titolo" il cui importo, scrive ancora, "viene conteggiato applicando la media tra il canone minimo ed il canone massimo stabilito sulla base dell'Accordo territoriale del Comune di Marino". L'importo ammonta quindi a 810 euro mensili a partire dal 1 marzo più 4.455 euro di arretrati. 

"Non si capisce come un immobile la cui acquisizione da parte del Comune è esclusivamente finalizzata alla demolizione od alla trasformazione in beni e servizi ed il cui valore commerciale è pari allo zero, possa essere 'affittato' a prezzi ancorati al borsino immobiliare e quindi trasformato in edilizia speculativa" dichiara Cristina Milani, Presidente di Equi Diritti. "Come già avvenuto con il Comune di Grottaferrata, impugneremo la delibera di Marino davanti al T.A.R. del Lazio, non giudichiamo possibile che gli abusi divengano di colpo "sanati", solo perchè a giovarne sia un amministrazione diretta da un Sindaco, anzichè il palazzinaro di turno".

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