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Dagli ex Alitalia agli stagionali: a Fiumicino è allarme occupazionale per 40mila addetti

La Cgil scrive a Zingaretti e Montino per chiedere convocazione delle parti sociali: "Crisi rischia di esplodere". Il 24 settembre sciopero del trasporto aereo

Sull’aeroporto di Fiumicino tornano a suonare le sirene dell’allarme occupazionale: sono 40mila gli addetti dello scalo romano che vedono il proprio posto di lavoro a rischio. Per questo i sindacati hanno chiesto al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e al sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, di convocare le parti sociali confederali e categoriali “per affrontare con adeguata consapevolezza la crisi occupazionale che si sta già materializzando in questi mesi e che se non governata rischia di esplodere”

Fiumicino: 40mila posti di lavoro a rischio

Al centro le vicissitudini di Alitalia e degli 8mila lavoratori coinvolti nel passaggio alla newco Ita che sostituirà la compagnia di bandiera. Per gli ex Alitalia la cassa integrazione ordinaria scadrà il prossimo 23 settembre, troppo presto rispetto ai tempi lunghi della transizione: così i sindacati nell’ultimo incontro al Ministero del Lavoro hanno chiesto l’applicazione della cassa integrazione straordinaria fino al 2025, “coerentemente con la tempistica del piano industriale di Ita”. 

Ita-Alitalia: sciopero il 24 settembre

“Le note vicende che investono la nostra ex compagnia di bandiera, Alitalia, e la nascita di Ita sono temi di attualità nazionale con tutto il loro carico di preoccupazione per il destino di tanti dipendenti che rischiano di rimanere peraltro senza ammortizzatori sociali da qui a poco” – sottolineano nella lettera la Cgil di Roma Centro Ovest Litoranea e il Coordinamento di sito. Non è un caso che insieme ai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil sia stata proclamata per il 24 settembre una giornata di sciopero generale

Aeroporto di Fiumicino, l'allarme dei sindacati: "Crisi occupazionale per 40mila addetti"

Oltre ad Alitalia a Fiumicino c’è un intero comparto in sofferenza: dalle altre compagnie aeree in crisi, alle società di handling e le attività commerciali sferzate dalla pandemia e trascinate a fondo, anche, dalla vicenda Ita. Ci sono poi gli stagionali rimasti fuori dal perimetro aeroportuale vista la diminuzione del traffico. “Una crisi occupazionale che investe le molteplici attività presenti nel sito aeroportuale con un impatto su circa ulteriori 40mila addetti i quali, al pari del personale ex Alitalia, rischiano di essere espulsi dal ciclo produttivo con una ricaduta di ordine sociale che investirà il territorio e di cui siamo certi non vi possa sfuggire la portata”. Lavoratori del commercio, metalmeccanici, edili, dei servizi oltre a una sacca di precari che alimentano quel bacino e che rischiano, nel loro insieme, di trovarsi sprovvisti degli ammortizzatori sociali. “Occorre - sottolineano i sindacati - che le istituzioni locali assumano immediatamente un ruolo da protagonista nei confronti del Governo aprendo immediatamente un tavolo con il sindacato per costruire le condizioni di garanzia e tutela delle lavoratrici e lavoratori interessati ma soprattutto - concludono - per definire un piano di rilancio di un settore strategico ai fini dello sviluppo territoriale anche alla luce degli investimenti espressamente previsti dai fondi del PNRR”. A Fiumicino, per quattro anni consecutivi premiato come il miglior aeroporto per la qualità dei servizi, tutti vogliono tornare a volare.  

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