Disabili, gli ex Aec non verranno assunti dal Comune: il M5s boccia la delibera popolare

Astenuti in blocco tutti i consiglieri di maggioranza tranne la presidente della commissione Politiche Sociali Agnese Catini, che invece ha votato a favore

Una protesta degli ex Aec (immagine d'archivio)

Niente internalizzazione tra i dipendenti di Roma Capitale per gli ex Aec, oggi Oepa - gli Operatori educativi per l'autonomia - che affiancano gli alunni con problemi di disabilità nel loro percorso scolastico.

Per la quarta volta su quattro proposte di delibera di iniziativa popolare in discussione la scorsa settimana in Assemblea capitolina, il M5S ha scelto di non schierarsi bocciando, tramite astensione in blocco, stavolta seguito anche dal Pd, la proposta 86/2019 recante 'Linee di indirizzo volte ad avviare la riforma strutturale dei servizi per l'integrazione scolastica degli alunni con disabilità', presentata da Germano Monti, del comitato romano Aec.

A favore hanno invece votato il gruppo di Fratelli d'Italia, Lega, Sinistra X Roma e, in difformità al resto della maggioranza, anche la presidente della commissione Politiche sociali, Agnese Catini (M5S). Alla fine il testo è stato respinto con 12 voti favorevoli e 23 astenuti. Una lunga battaglia quella degli operatori che ormai da anni chiedono di essere inseriti nell'organico dei dipendenti comunali e ricevere lo stesso trattamento.  

Cosa chiedeva la proposta 

A illustrare la proposta è stato lo stesso Monti, intervenuto alla seduta in videoconferenza collegandosi da piazza del Campidoglio, dove era in corso un presidio di decine e decine di educatori e genitori. "Il servizio è stato esternalizzato nel 1999, determinando da subito una discriminazione tra i dipendenti comunali che già lo gestivano dal '92 e quelli delle cooperative a cui viene conferito l'appalto. Differenze salariali, normative e di trattamento a tutti i livelli, ma soprattutto passò il principio del cottimo: il Comune già da allora aveva deciso di pagare gli operatori e le operatrici esclusivamente per le ore lavorate".

Come ha spiegato Monti, "questo significa che ogni anno ci ritroviamo senza lavoro e senza stipendio tutti i mesi delle chiusure estive, a Natale e a Pasqua. Un problema enorme dato che, avendo contratti in teoria a tempo determinato e risultando occupati, non possiamo accedere agli ammortizzatori sociali. Il sistema degli appalti ha comportato, oltre a queste situazioni di per sè intollerabili, anche delle conseguenze importanti nei confronti dell'utenza: bambini e bambine che seguiamo nelle scuole, che sono difficili, fragili e bisognosi di questo aiuto. Parliamo di precarietà, dello spezzettamento degli interventi a seconda degli appalti e delle cooperative che ti chiamano e ti mandano in altre scuole senza alcun rispetto per il percorso avviato con i bambini con cui stavi lavorando". 

Per il rappresentante degli Oepa, in questo modo "si interrompono relazioni significative e un lavoro che dà anche dei risultati, perchè nonostante queste condizioni io e i miei colleghi ci mettiamo l'anima. Peccato che l'anima non mangi, ma il corpo sì. Tutto questo ha comportato anche un grosso sperpero per l'amministrazione, perchè se il principio era quello del risparmio non si spiega perchè il Comune versi oltre 20 euro l'ora a ogni cooperativa quando noi in tasca ne vediamo solo 7, con un lordo che non supera i 10-11 euro: vuol dire che quasi il 50% di quanto si versa finisce nelle tasche delle cooperative. A questo vanno aggiunti i finanziamenti che vengono erogati alle coop per altre iniziative presenti nei capitolati d'appalto ma che nè noi nè i bambini non abbiamo mai visto, come i corsi di formazione, le ore di supervisione o i laboratori. A questo aggiungiamo centri estivi, diurni e di aggregazione che vengono allestiti quando le scuole sono chiuse: sono altre centinaia di migliaia di euro che ogni anno vanno aggiungersi alle decine di milioni che ogni anno da vent'anni vengono letteralmente regalate alle cooperative. Pensiamo che ci siano degli ottimi motivi per votare a favore di questa delibera da tutti i punti di vista: non solo nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici, ma anche di 10mila famiglie che senza il nostro lavoro vedrebbero andare perduto il diritto all'inclusione scolastica dei loro figli".

Perché il M5s ha detto no

A spiegare la posizione del M5S è stata la presidente della commissione Scuola, Teresa Zotta: "Sin dall'inizio della consiliatura si è dedicata ampia attenzione al tema dei servizi rivolti alle persone con disabilità, procedendo anche a elaborare il Regolamento per il servizio educativo per l'autonomia degli alunni con disabilità, con cui abbiamo portato tra le competenze del dipartimento Scuola il tema dell'Oepa, consapevoli che questa figura non poteva essere relegata alla mera assistenza sociale, ma doveva avere un ruolo, un riconoscimento e una dignità di altro tipo, funzionale al reale inserimento del bambino all'interno del percorso formativo ed educativo. Lo stesso servizio, a sua volta, non può essere relegato alle libere applicazioni e interpretazioni dei singoli Comuni".

Questa delibera di iniziativa popolare, "di cui si riconosce e apprezza la validità, mette comunque in evidenza l'esistenza di vincoli che ne impediscono l'adozione - ha proseguito Zotta - riteniamo importante che l'amministrazione ritorni ad assumere, ma si devono creare le condizioni perché questo accada: al momento sussistono vincoli e limiti di carattere normativo in merito al reclutamento di personale in materia di pubblico impiego che devono essere superati. Ma non solo: vi sono anche vincoli per la valutazione di tipo formativo e di crescita armonica del bambino, che non può essere rimandata al Comune di Roma e, in generale, ai Comuni". 

La reazione degli ex Aec

"Siamo molto delusi, capiamo essere favorevoli o contrari, ma riteniamo inaccettabile la viltà politica di chi vuole mandare la palla in tribuna. Scaricare di nuovo questa storia sul nazionale e sul ministero dell'Istruzione significa che ci vorranno anni. Assumetevi la responsabilità di votare contro, di dire che state con le cooperative e siete contro i lavoratori e le famiglie" ha detto Germano Monti, intervenendo al momento del voto. "Non vi permetteremo di buttare il pallone in tribuna: non siamo stupidi, sappiamo come funziona. Il tavolo tecnico è andato avanti per 10 mesi e non ha concluso nulla. Il 10 giugno l'assessore De Santis ci ha mostrato una bozza di delibera per l'internalizzazione, ma poi è sparito dai radar da quattro mesi. Non scherziamo, approvare questa delibera non solo non ostacola altri percorsi come quello nazionale, ma non confligge con nessuna norma, a partire dalla legge 104 del '92 che assegna a voi la responsabilità di questi servizi. Non prendeteci in giro con gli ordini del giorno che già non servono a nulla, e a pochi mesi dalla fine della consiliatura meno che mai. Metteteci la faccia" ha concluso il rappresentante degli Oepa. 

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