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Immigrazione, Adoc: "Tutelare diritti e interessi degli immigrati"

L'Adoc esprime la necessità di tutelare i diritti e gli interessi degli immigrati in Italia per una "fruttuosa integrazione"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

Al termine del convegno dell’Adoc “Un fiore è del giardino in cui nasce”, centrato sul diritto alla cittadinanza degli immigrati di seconda generazione, l’associazione ha espresso la volontà di aprire un dialogo con le comunità straniere presenti in Italia, affinché possano essere affrontate e risolte alcune delle problematiche fondamentali dei nuovi cittadini, come l’assistenza legale e l’accesso ai diritti, in primis quello di cittadinanza.

“Siamo aperti e disponibili ad un dialogo con le comunità straniere – dichiara Carlo Pilieri, presidente dell’Adoc – con la volontà di affrontare insieme le questioni fondamentali dei nuovi cittadini, in particolare degli immigrati di seconda generazione. Dal diritto alla cittadinanza alla possibilità di accedere all’assistenza legale, anche in via conciliativa e stragiudiziale, dal dar voce alle proprie esigenze all’individuazione di soluzioni normative e alla stipula di accordi con le imprese, in particolare del settore bancario, assicurativo e delle telecomunicazioni. Secondo recenti dati dell’Istat l’8% della popolazione in Italia non è di origine italiana. E tra questi oltre 5 milioni di nuovi italiani un quinto sono nati in Italia, parlano non solo la nostra lingua ma anche i nostri dialetti. Hanno studiato nelle nostre scuole, sono nati nei nostri ospedali. Ma non hanno cittadinanza italiana. In questo senso è opportuno e necessario, quindi, riformare la legge n.91 del ‘92 sulla cittadinanza, basandola non più sullo “ius sanguinis” ma sullo “ius soli”, ossia l’acquisizione della cittadinanza per il solo fatto di essere nati sul suolo italiano e non se sono già cittadini i genitori, come avviene in numerosi altri Paesi, dagli Usa alla Germania, dall’Irlanda al Belgio".

"Oggi - ricorda Pilieri - quegli oltre 5 milioni di immigrati, che contribuiscono all’11,1% del Pil italiano, che occupano ruoli chiave e imprescindibili sia nel campo sociale, basti pensare al sempre maggiore numero di badanti che sopperiscono alle carenze di un sistema sanitario e assistenziale in disfacimento, che in edilizia, agricoltura e ristorazione, continuano ad essere portatori di soli doveri. Ma gli immigrati sono, e vogliono esserlo a tutti gli effetti, anche consumatori, con i diritti e le opportunità che gli competono. Purtroppo ci sono molti ostacoli, dall’accesso al credito al servizio sanitario pubblico e alle forme previdenziali. Crediamo che gli immigrati siano un’importante e irrinunciabile opportunità di crescita per l’Italia, tutelare i loro diritti e interessi - conclude il presidente dell'Adoc - è il primo passo per una perfetta e fruttuosa integrazione.”
 

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