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Acqua staccata per un debito da 700 euro, gara di solidarietà per una famiglia di Tor Sapienza

La denuncia viene dall'associazione Nonna Roma

Senz’acqua per lavarsi la sera prima di andare a dormire o la mattina prima della scuola. Senz’acqua per cucinare o pulire la casa. Fare la lavatrice. Ha sollevato una campagna di solidarietà quanto accaduto ad un giovane coppia con quattro figli di 4, 8, 11 e 14 anni residente a Tor Sapienza. Non riuscendo a pagare un debito di 700 euro, si è vista staccare la fornitura di acqua da parte di Acea. A sollevare il caso i volontari dell'associazione Nonna Roma, il progetto di mutualismo e solidarietà avviato ormai oltre un anno fa dal circolo Arci del Pigneto, Sparwasser, insieme ad Arci di Roma e alla Cgil, che aiutano da tempo questa famiglia con la consegna di pacchi alimentari o di beni di prima necessità.

“Viviamo solo del mio stipendio” racconta a Romatoday il padre, che chiede di poter restare anonimo. Lavora ad una bancarella e non ha uno stipendio fisso. “Prendo tra i 1100 e i 1200 euro al mese, anche se l’ammontare finale non è mai certo con il tipo di lavoro che faccio. E pago un affitto da 650 euro al mese. Con la parte restante devo pagare le bollette, mandare i bambini a scuola, fare la spesa. Come posso affrontare un debito da quasi 700 euro? Ho chiesto che venisse rateizzato ma l’importo mi è stato diviso in due bollettini: uno da 400 euro e uno da 270 euro”.

Tutto è nato da un cambio di appartamento. Le bollette indirizzate alla casa precedente non sono state pagate. "Non mi arrivavano" la giustificazione. "Così ora, fino a che non salderò il debito con Acea non potrò fare la voltura delle mie bollette". 

A seguire da vicino questa famiglia Alberto Campailla, presidente dell'associazione Nonna Roma. “Come si può staccare l’acqua, un bene primario fondamentale, ad una famiglia con quattro bambini piccoli? Come è possibile che una multiservizi a maggioranza pubblica non voglia prendere in considerazione una vera proposta di rateizzazione, nonostante sia informata della situazione in cui versa questa famiglia, dimostrandosi sorda di fronte alle complessità materiali che riempiono il nostro presente” scrive in una nota.

“Il DPCM contenimento morosità dice esplicitamente che le utenze domestiche non si possono disalimentare per tutti coloro che vivono in condizioni di disagio economico-sociale, con dei criteri individuati dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema per garantire un quantitativo minimo vitale pari a 50 litri abitante giorno. Questa norma è sostanzialmente inapplicata perché l’Autorità è frequentata dalle multinazionali dell’acqua e dell’energia che la rendono solo carta straccia”. 

Nonna Roma sta così raccogliendo “contributi straordinari per istituire un cassa di mutuo soccorso per tutti coloro che si trovano in uno stato di emergenza e organizzeremo nei prossimi giorni altre iniziative per sostenere queste battaglie. L’acqua è vita. Chi la stacca cancella un diritto”.

Contattata da Romatoday, Acea fa sapere: "In merito al caso specifico, considerando che non ci sono stati forniti dati relativi alla fornitura, per cui non è possibile entrare nel dettaglio del caso in questione, l’Azienda può soltanto ricordare che, in tali circostanze, è sempre a disposizione per concordare un piano rate che possa andare incontro alle esigenze delle famiglie. Basterà recarsi presso lo sportello di Acea Ato 2 situato a Piazzale Ostiense. La Società ricorda inoltre che, da luglio 2018, sono a disposizione per le famiglie in condizioni di disagio economico e sociale, il Bonus idrico integrativo e il Bonus sociale idrico, richiedibili il primo presso l'Autorità d'Ambito, il secondo presso il proprio Comune di appartenenza". 

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