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Siccità, Governo in pressing: "Piano entro settembre". Ed è incubo aumenti in bolletta 

Il ministro Galletti: "Acea e Regione trovino soluzione a stop prelievi da Bracciano". I sindaci di Ato2: "Possibili rincari delle tariffe". Acea: "La richiesta non è nostra"

Che Acea, Comune e Regione non si siedano sugli allori. L'ordinanza di Nicola Zingaretti che lo scorso 28 luglio ha scongiurato il razionamento dell'acqua ai romani spostando lo stop dei prelievi dal lago di Bracciano al 1 settembre è un tampone. Entro quella data ci deve essere un piano alternativo, fatto di interventi sulla rete idrica colabrodo (le perdite si aggirano intorno al 40% secondo dati del gestore) e potenziamento delle infrastrutture esistenti per scongiurare ogni altro tipo di emergenza. E' il messaggio lanciato ieri dal ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti

Con gli interventi della scorsa settimana "si è tamponata ma non si è risolta una situazione che ha ancora grosse criticità" ha dichiarato in audizione alla Camera sulla crisi idrica che investe il Paese e annessi riflessi su Roma e Lazio. Quella messa in campo è "una soluzione transitoria, da primo settembre l'ordinanza della Regione Lazio vieta il prelievo dal lago di Bracciano", quindi "io mi aspetto che in questo mese Acea e Regione trovino la soluzione".

Acea: "A lavoro per ridurre dispersioni"

"La rete idrica di Roma è fatta da 5.400 chilometri ne abbiamo riparati già oltre 3mila in un mese e mezzo, da quando è arrivato il nuovo management" si difende il presidente Luca Lanzalone di Acea, presente all'audizione. "Contiamo di finire tutto entro la fine dell'anno e comunque con un investimento che sarà sugli 80-100 milioni contiamo di recuperare entro l'estate del 2018 circa 1000 litri al secondo, esattamente la quantità che stavamo captando prima dal lago di Bracciano - in tre mesi ne abbiamo già recuperati 700 litri al secondo - e, probabilmente, grazie a questo il prossimo anno non sara comunque più necessario captare dal lago di Bracciano". Lo stop però scatta dal 1 settembre, e per quella data gli interventi potrebbero non essere sufficienti a compensare. Lo ammette lo stesso Lanzalone. 

"Stiamo avviando un piano massivo di interventi per aprire 200 cantieri a settimana per le prossime quattro settimane almeno per cercare di ridurre enormemente la dispersione di acqua e cercare di recuperare quanto più possibile rispetto a quella che è stata la riduzione di prelievo". Ma "non possiamo avere la garanzia di riuscire a supplire interamente all'eventauale stop da Bracciano, quindi dovremo vedere cosa succede in termini di piovosità, cosa troviamo a man a mano che apriamo i cantieri e quale sarà la situazione del lago, dove è in corso un monitoraggio molto pesante per individuare le captazioni abusive, perchè anche quelle fanno scendere pesantemente il livello del lago". Un grosso punto interrogativo dunque, su cui sembra pesare anche l'ipotesi di rincari tariffari per la provincia di Roma. 

Ci saranno rincari in bolletta?

A lanciare l'allarme ci sarebbe una lettera - ne ha dato notizia il quotidiano La Repubblica - inviata il 31 luglio dalla segreteria tecnico operativa Ato2, l'Ambito Territoriale Ottimale, ente regolatore pubblico composto da 112 Comuni della Città metropolitana di Roma. Il destinatario è il presidente di Acea, Paolo Saccani, e la comunicazione è datata 31 luglio, tre giorni dopo il provvedimento con cui la regione Lazio ha rimandato il blocco delle captazione da Bracciano richiedendo però in contemporanea, e con una certa urgenza, interventi sistematici sulla rete. Lo stesso piano che ha reclamato ieri il ministro Galletti, e lo stesso che i sindaci di Ato2 associano, allarmati, a un possibile aumento tariffario. "Tale piano può avere significative ripercussioni sulla tariffa" scrivono nella missiva. Più investimenti più costi per l'utenza?

Acea replica a stretto giro e si smarca: "La segreteria tecnico operativa di cui si parla non è Acea Ato 2, bensì è quella operativa dell’Ambito Territoriale Ottimale, e cioè di un ente regolatore pubblico, composto dai Comuni della città metropolitana di Roma, che non ha nulla a che vedere con l’azienda e che, per legge, è chiamato, insieme ad altri soggetti istituzionali, a determinare le tariffe del concessionario Acea Ato 2". Tradotto: "Non abbiamo avanzato nessuna richiesta in tal senso, sono gli amministratori che decidono"

Le reazioni: "Aumenti? Li impugneremo al Tar"

Nel frattempo però la notizia dell'ipotesi rincari ha sollevato più di una polemica. Il Codacons in prima fila: "Non accetteremo alcun rincaro - dichiara il presidente Carlo Rienzi – e, in caso di aumenti tariffari, il Codacons li impugnerà al Tar del Lazio per ottenerne l’annullamento. Questo perché i cittadini della Capitale hanno già subito pesanti incrementi delle bollette dell’acqua, rincarate del +58% dal 2007 ad oggi. A fronte di tali rincari, tuttavia, le perdite e gli sprechi in condotte e tubature sono aumentati raggiungendo una dispersione del 45%". Seguono i commenti delle forze di opposizione. 

"Le notizie che apprendiamo in queste ultime ore sono davvero inquietanti: l’intenzione di Acea di aumentare le tariffe nei comuni dell’Area Metropolitana e contemporaneamente assetarne i cittadini con ulteriore razionamento dell’acqua è folle" dichiara in una nota il segretario del Pd della provincia di Roma, Rocco Maugliani. "Così come è fuori luogo – aggiunge – l’atteggiamento della prima cittadina di Roma, Virginia Raggi, azionista di maggioranza della municipalizzata e, ricordiamolo, sindaco della Città Metropolitana, che avalla le scelte di un management che dimostra incapacità nel gestire una rete idrica colabrodo"

"Voglio sperare in un colpo di sole, perchè non posso credere che sia frutto di una idea studiata a tavolino la malsana intenzione di Acea di aumentare le tariffe dell'acqua nei comuni dell'Area Metropolitana per trovare i soldi necessari a riparare le tubature. Qualcuno svegli la Raggi e le ricordi che lei è contemporaneamente azionista di maggioranza di Acea e sindaca della Città Metropolitana e forse sarebbe opportuno che si opponga a una tale scellerata decisione" scrive il senatore del Pd Bruno Astorre. Sempre dal Pd via Twitter commenta il consigliere capitolino Corsetti: "Aumenti bollette acqua per riparare acquedotti colabrodo? #Raggi nun se po' fa! Dovevi intervenire con i dividendi di Acea". 

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