Sabato, 19 Giugno 2021
Politica Garbatella / Piazzale Ostiense

Acea, per Roma e Frosinone si prospetta un futuro insieme

Secondo il Coordinamento Romano Acqua Pubblica, Acea Ato2 ed Acea Ato5 sono pronte alla fusione. Una scelta criticata: "Acea SpA è sempre più determinata ad accaparrarsi l'affare milionario del servizio idrico nel Centro-Sud"

La gestione del servizio idrico regionale è sempre più nelle mire di Acea. Da qualche giorno circola l'indiscrezione di un interessamento alle quote di Acqualatina che detiene Veolia. Ma c'è dell'altro. Secondo il Coordinamento Romano Acqua Pubblica, l'azienda di Piazzale Ostiense ha intenzioni serie.

IL SERVIZIO IDRICO DEL LAZIO - "Acea SpA è sempre più determinata ad accaparrarsi l'affare milionario della gestione del servizio idrico in centro-sud Italia, con la complicità silente delle istituzioni, Regione e città metropolitana in primis che invece dovrebbero rispettare la volontà popolare che ha detto chiaramento no alla gestione privata dell'acqua" leggiamo in una nota del Coordinamento.  A finire nel mirino degli attivisti romani del CRAP,  sarebbe finita una lettera, lasciata "sotto l'albero di Natale e datata 23 dicembre". Nel documento si parlerebbe di "un'istanza di fusione tra Acea Ato2 e Acea Ato 5, rispettivamente gestori del servizio idrico delle provincie di Roma e Frosinone".

I TIMORI - La preoccupazione del Coordinamento è duplice. Da una parte si teme che sia messo in discussione il risultato referendario sul carattere pubblico dell'acqua. Dall'altro si segnala la difficoltà i degli enti locali coinvolti, di poter esprimere la propria posizione.  "Pensiamo  che siano le comunità locali a dover dire la loro, in linea con la legge regionale 5/2014 sulla ripubblicizzazione del servizio idrico nel Lazio, una legge che va in direzione opposta alle grandi fusioni che piacciono ad Acea S.p.A. – leggiamo nella nota – L'applicazione di quella legge vede però la giunta regionale gravemente inadempiente, non avendo ancora portato in discussione la proposta sulla ridefinizione degli ambiti di bacino. Anche in questo caso un immobilismo non neutrale – conclude il Coordinamento - tutto a beneficio di Acea SpA".

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