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Emergenza acqua, Raggi e l'operazione verità: "Grazie a noi Acea ha cambiato passo"

La sindaca e l'assessore Montanari forniscono numeri e dati degli interventi effettuati per scongiurare il razionamento

Con l'estate agli sgoccioli e l'emergenza acqua sostanzialmente rientrata, Raggi vuole l'ultima parola. Convoca una conferenza stampa insieme all'assessore all'Ambiente Pinuccia Montanari, si intesta il cambio di passo in Acea tra interventi a tappeto sulle condutture colabrodo ("200 cantieri in città solo nel mese di agosto") e lungimiranti vademecum anti sprechi rivolti ai romani, e riavvolge il nastro di quanto accaduto negli ultimi mesi. Dall'allerta lanciata dai sindaci per il livello sempre più basso del lago di Bracciano alle ordinanze regionali per stoppare i prelievi, al rischio (scongiurato) di un razionamento dell'acqua, ribadisce la bontà del suo operato e di quello della multiutility capitolina, "realtà esemplare" da quando si è insediato il nuovo management. Stefano Antonio Donnarumma amministratore delegato e Luca Lanzalone presidente. Era il 27 aprile.  

"Nel mio discorso chiesi all'azienda un cambio radicale di passo con investimenti su ricerca, sviluppo e salvaguardia di un bene essenziale come l'acqua" spiega la sindaca. "Prima di allora ci siamo sempre sentiti rispondere che le riparazioni erano troppo onerose. Con il nuovo Cda è cambiato l'input e Roma ha voltato pagina". Poi l'immancabile stoccata a chi l'ha preceduta. "In 4 mesi la nuova governance ha fatto molto di più di quanto fatto negli anni precedenti". Insomma, le criticità emerse sul fronte del lago e il pericolo per Roma di restare a secco sarebbero da leggere semplicemente come inevitabile approdo di anni di inefficienze. Con la salvifica gestione Raggi a tentare di raddrizzare la barra. Per la sindaca lo dimostrano i numeri. Gli stessi già forniti dall'azienda in commissione Ambiente alla Camera. 

"Acea ha recuperato oltre 1.160 litri di acqua al secondo attraverso tre tipologie di interventi: manufatti, reti e impianti - spiega la sindaca Raggi aiutata dalle slide - sui manufatti, che sono oltre 16mila, è stato effettuato un monitoraggio sul 78% del totale e quindi oltre 12.600, con 1.140 riparazioni su 1.445 perdite individuate. Sulla rete di Roma, che con 5.400 km totali è la più estesa d'Europa, il 98% è stato ispezionato: 5.290 km controllati, 1.176 perdite segnalate con 849 interventi eseguiti e 447 già programmati. La nostra amministrazione ha voluto imprimere una svolta molto importante, l'azienda ci ha seguito e i cittadini se ne stanno accorgendo".

Un'operazione verità raccontata su una mappa, con tanti puntini verdi quanti sono gli interventi effettuati ad oggi sul territorio romano, che possiamo tradurre così: se si è arrivati - complici le scarse piogge - a dover effettuare prelievi al limite del consentito dal lago di Bracciano mettendo a rischio l'habitat lacustre, non è per responsabilità di Acea nè del Comune. Anzi. "Tra il 12 agosto e il 3 settembre l'azienda non ha prelevato un solo litro di acqua da Bracciano, con un abbattimento di oltre 800mila metri cubi d'acqua che sono stati risparmiati". E allora perché impugnare l'ordinanza di Nicola Zingaretti che stoppava da settembre i prelievi dal lago a nord di Roma? Perché di fatto Bracciano è ancora una fonte necessaria. Lo ammette la stessa Raggi: "Il 3 settembre con il ritorno dei romani in città siamo dovuti ricorrere a un nuovo emungimento, ma comunque dentro il limite di 400 litri al secondo".

Poi con la Pisana rinverdisce la polemica: "Zingaretti si è accorto all'ultimo che qualcosa non andava, che anni di mancati investimenti stavano mettendo a rischio la città. Se gli interventi che stiamo facendo noi fossimo stati fatti nel passato non saremmo mai arrivati a questo punto". E ancora con un paragone concreto sottolinea le differenze tra ieri e oggi. "Il costo degli interventi di riparazione della rete idrica effettuati da Acea in questi mesi è stato di poco meno di 5 milioni di euro. È bizzarro comparare questo dato con l'ultima spesa del vecchio cda per il rifacimento del logo dell'azienda, un'iniziativa non proprio importante, che costò 7 milioni di euro". 

Non ci sarà più bisogno dunque di procedere con razionamenti vari ed eventuali. La sindaca esclude l'opzione. Ma non accantona del tutto la possibilità di ridurre la pressione notturna, come annunciato a fine agosto da Acea. "Se i lavori sulle condutture vengono effettuati di notte, come normale, è altrettanto normale che ci possano essere delle ripercussioni sul funzionamento delle condutture"

Nuove fonti di approvvigionamento

Sempre in mattinata è arrivata l'autorizzazione dalla Regione ai vertici di Acea, tramite apposito decreto, per l'approvvigionamento idrico da nuove fonti. E l'appello del governatore Zingaretti: "Acea interrompa il prelievo dell’acqua dal Lago di Bracciano".

"Da oggi in poi - si legge in una nota stampa - la Regione Lazio trasmetterà alle amministrazioni rivierasche interessate il dato giornaliero delle captazioni operate dal Lago di Bracciano, da parte del gestore Acea Ato 2 spa. Questo importante risultato è frutto dell’azione condotta dalla Regione per preservare il lago e consentire un monitoraggio giornaliero costante e continuo sul flusso di approvvigionamento della risorsa idrica in maniera trasparente e diffusa con i Comuni del Lago e dell’Ente Parco".
 
Ad Acea Ato 2 è stata data l’autorizzazione all’uso delle seguenti fonti di approvvigionamento idrico per la Capitale: Campo pozzi Colle Mentuccia 80 L/Sec, Campo pozzi Torre Spaccata 10 L/Sec, Campo pozzi Vigne Nuove 70 L/Sec; Campo pozzi Professore 80 L/Sec per un totale di 240 litri al secondo. Si tratta di fonti alternative all’utilizzo del lago di Bracciano, che erano state sollecitate al gestore idrico, Acea Ato 2, dall’amministrazione regionale in più di un’occasione lo scorso agosto. 


 

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