Lunedì, 15 Luglio 2024
Politica

Intervista | Elisa D'Alterio, presidente dell'ACoS: "Il giudizio sulla qualità della vita non va frainteso"

La neo presidente dell'Agenzia commenta i risultati dell'indagine sui servizi e sulla qualità della vita

Elisa D’Alterio, avvocato e docente di diritto amministrativo, è da un anno alla guida dell’ACoS, l’agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma. Con la nuova governance dell’Agenzia, dal 2022 dotatasi di un consiglio direttivo, ha seguito l’indagine sulla qualità della vita e dei servizi 2023 che, proprio in queste ore, viene presentata. 

Professoressa, prima di entrare nel merito dell’indagine e di ciò che è emerso, affrontiamo l’aspetto metodologico. Ci sono delle novità rispetto al passato. Brevemente, quali sono le più importanti?

Innanzitutto questo rapporto, più corposo del passato e ricco di grafici e tabelle, dà la possibilità di concentrare l’attenzione su un trend importante che è relativo all’eccessiva polarizzazione tra categorie di servizi, tra quelle che sono considerate “buone e quelle cattive”. Questa polarizzazione non è una novità, ma rappresenta un dato su cui è necessario concentrarsi: mette in luce un distanziamento sempre più significativo tra determinate categorie di servizi. Da una parte il polo della cultura che va sempre bene e nel caso dei musei capitolini è andato anche migliorando. Invece l’altro polo, negativo, è rappresentato soprattutto dal settore dell’igiene urbana, della pulizia e dei rifiuti. 

Nel merito abbiamo riscontrato che anche quest’anno i cittadini hanno espresso una valutazione positiva sulla qualità della vita. Però in leggero calo rispetto al passato. A cosa è dovuta questa flessione?

Il calo è veramente minimo in termini statistici. Per quanto riguarda il voto della qualità della vita a Roma si passa da un 6,74 ad un 6,69. Una differenza che non é significativa, marginale e quindi possiamo parlare di  un dato confermato. Se scendiamo ad un’analisi più specifica però troviamo degli aspetti che meritano attenzione ed una differenza rimarchevole rispetto al passato. Penso ad esempio alla gestione dei cimiteri, che ha registrato il peggioramento più significativo, passando dalla sufficienza alla mediocrità. E' questo, evidentemente, un ambito su cui l'amministrazione può intervenire.

Tornando alla qualità della vita, francamente già lo scorso anno era risultato sorprendente un giudizio così lusinghiero dei romani. E quest’anno abbiamo la stessa sensazione. Lei come si spiega questo voto medio così alto (6,69) ?

E’ un voto che esprime un giudizio complessivo, corrisponde ad un voto medio, rispetto ad una domanda da uno a dieci sulla situazione di Roma ed è quindi rispetto a questo che si attesta il giudizio. Però se si vanno a vedere i voti medi alle domande relative ai singoli servizi, o i giudizi espressi sull’amministrazione allora si può facilmente riscontrare il fatto che i voti medi sono diversi ed anche un po’ distanti dal giudizio complessivo.

Quindi il voto sulla qualità della vita non si ottiene facendo una media dei giudizi dati ai 19 servizi esaminati, giusto?

Esatto, sono due cose differenti. Una è l’analisi della qualità dei servizi, come gli asili nido o la raccolta dei rifiuti, l’altra invece esprime il giudizio sul proprio grado di soddisfazione relativo a come si vive a Roma.

Ai residenti è stato chiesto di esprimere un giudizio sulla qualità della vita nella zona dove vivono. Le aree più apprezzate, da chi vi abita, sono i 2 municipi del centro che ricevono lo stesso apprezzamento del municipio VI, che è quello di quartieri come Tor Bella Monaca e Torre Maura. E’ abbastanza sorprendente. Qual è la spiegazione?

E’ un dato che si presta a diverse interpretazioni. Esprime comunque la valutazione di chi risiede in quel municipio e sarebbe interessante, ad un livello di approfondimento ulteriore, andare a rilevare altre informazioni sull’intervistato, che ad esempio potrebbe essersi trasferito lì da poco tempo, venendo magari da un altro contesto, magari anche da un altro paese. Non lo sappiamo: nell'indagine ci siamo concentrati su altre caratteristiche dell'intervistato, come il genere, l’età, il titolo di studio. 

Quello che state presentando in queste ore è il primo di quattro volumi in cui è stata suddivisa l’indagine. Cosa c’è negli altri 3 e quando usciranno?

L’articolazione in volumi è stata necessaria per consentire un maggiore approfondimento rispetto al passato quando, l'indagine sulla qualità della vita, si esauriva in una ventina di pagine. Il primo volume, quello di cui stiamo parlando, è il cuore della relazione annuale. Il secondo, di prossima uscita, è legato al benessere, al settore sociale e culturale. Poi c’è il terzo che è incentrato sull’igiene urbane, la gestione dei cimiteri ed il verde pubblico e l’ultimo, il quarto, è relativo alla mobilità.

C’è un aspetto in particolare, di questa indagine, su cui ritiene sia utile sollecitare una riflessione?

Abbiamo chiesto agli intervistati se Roma è peggiorata rispetto al passato e se ritengono che la situazione migliorerà nel futuro, andando anche oltre la prospettiva del mandato dell’attuale amministrazione. L’intervistato medio ha dichiarato di non aspettarsi grossi miglioramenti e che la situazione attuale è in linea con il passato. L’aspetto interessante invece è che i giovani non la vedono così ed infatti hanno espresso maggiore fiducia ed anche un maggiore grado di soddisfazione. E' una cosa che fa riflettere ma che è anche incoraggiante perché è sul loro che dobbiamo costruire il nostro futuro.
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Intervista | Elisa D'Alterio, presidente dell'ACoS: "Il giudizio sulla qualità della vita non va frainteso"
RomaToday è in caricamento