Bracciano, Acea: "Cento milioni per le tubature. Stop a prelievi entro la prossima estate"

I numeri forniti dall'azienda sugli interventi in corso: "Metà della rete, circa 3.000 chilometri, è già stata controllata e il lavoro si concluderà in ottobre"

Lago di Bracciano, immagine d'archivio

Tremila chilometri di tubature passate al setaccio, con individuazione di 750 perdite occulte e una dispersione di 250 litri di acqua al secondo. E circa 80, 100 milioni di euro da reperire nel bilancio per intervenire su guasti e manutenzione. Sono i numeri forniti da Acea 
in merito alle attività in sulla rete idrica del territorio, dopo settimane di caos e polemiche sull'emergenza siccità e sui prelievi dal lago di Bracciano. 

"Acea rende noto di avere avviato, a partire dagli ultimi tre mesi, su spinta del nuovo management, un’ispezione massiva della rete idrica come non è mai stata fatta: metà della rete, circa 3.000 chilometri, è già stata controllata e il lavoro si concluderà in ottobre" comunica l'azienda. "Ad oggi sono state individuate 750 perdite occulte, che si traducono in una dispersione stimata di circa 250 litri di acqua al secondo". Poi la garanzia: "Tali perdite saranno tutte riparate entro la metà di questo mese di agosto". Ed "entro la metà di ottobre saranno recuperati quasi 500 litri al secondo". 

"La percentuale di acqua potabile dispersa nel territorio di Roma Capitale è del 44,97% - proseguono ancora dalla multiutilità capitolina - l’età media delle tubature della città di Roma è di circa 50 anni. E riguardo gli sprechi Acea avvierà a breve una capillare campagna informativa per sensibilizzare la cittadinanza a un uso più responsabile dell’acqua".  Per avviare ed eseguire opere di monitoraggio, riparazione, bonifiche e potenziamento impiantistico della rete gestita da Acea Ato 2, la società rende noto che "saranno necessari circa 80/100 milioni di euro, che saranno reperiti all’interno del bilancio". 

Quanto a Bracciano, nel mese di luglio, "Acea spiega di aver prelevato dal lago una media di 1.100 litri al secondo, circa 300 l/s in meno rispetto a luglio 2016 e questo rappresenta la prova più evidente dell’efficacia delle azioni di recupero intraprese da Acea. Il dato importante per Acea è, dunque, questo: con l’attività di ricerca e riparazione delle perdite e il reperimento di nuove fonti di approvvigionamento idropotabili al momento non disponibili, la società è convinta di arrivare alla prossima estate senza alcuna necessità di attingere dal lago"

L'ordinanza della regione Lazio però, la seconda del 28 luglio, fissa lo stop delle captazioni al 1 settembre, frutto di una faticosa mediazione che ha scongiurato il razionamento dell'acqua per i romani. La sindaca Raggi, nonostante si fosse detta soddisfatta dell'obiettivo raggiunto, l'ha poi impugnata al Tribunale superiore delle acque pubbliche, mentre il Comitato per la Difesa del bacino Bracciano Martignano continua a battersi per difendere l'ecosistema. "Non abbasseremo la guardia - scrivono in una nota stampa - con il prezioso contributo di un pool di avvocati che si è messo a disposizione in modo del tutto volontario, ha presentato ieri una ulteriore integrazione alla denuncia-querela depositata il 20 giugno 2017 alla Procura della Repubblica di Civitavecchia". Che ha avuto come conseguenza l'iscrizione nel registro degli indagati del presidente di Acea Ato2 Paolo Saccani. 

Il Comitato ribadisce poi "che in questa delicatissima fase è necessario che i controlli sulle captazioni Acea dal lago di Bracciano vengano affidati ad un soggetto terzo, quale ad esempio il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri". E chiede che "i dati sull’effettivo prelievo dal lago di Bracciano siano resi pubblici".

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