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Dal Tuscolano al parco della Rimembranza, Acca Larentia blindata: non ci saranno cortei

Saranno tra gli eventi commemorativi per ricordare i fatti del 7 gennaio del 1978

Dal Tuscolano al parco della Rimembranza. Tre eventi in cui, dal pomeriggio del 7 gennaio i "camerati" di Roma (e non solo) si ricorderà l'attentato che avvenne il 7 gennaio del 1978. 

Dalle ore 16 alle 21 del 7 gennaio, in via Acca Larenzia (nello slargo compreso tra il civico 28 e il 36 dove è posta la lapide commemorativa) verrà svolta cerimonia per commemorare l'eccidio. Quindi altre due manifestazioni, al parco della Rimembranza, dalle 17 alle 18:30 e poi dalle 19 alle 20:30. 

Polizia e carabinieri monitoreranno le zone. Quest'anno non saranno previsti cortei ma l'attenzione resta alta anche per evitare minacce politiche. 

"42 anni fa, la strage di Acca Larentia. È una ferita ancora aperta nella storia della nostra Nazione: tre ragazzi, giovanissimi, vengono uccisi dall'odio in un tempo in cui fare politica a destra significava mettere in gioco la propria vita. Fratelli d'Italia ricorda quei tre giovani patrioti che sognavano un'Italia forte e libera. Non tornino mai più quegli anni maledetti, verità e giustizia per Franco, Francesco e Stefano", ricorda su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Il 7 gennaio del 1978 davanti la sede missina di via Acca Larentia, persero la vita tre giovani. Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni furono "assassinati dall'odio comunista e dai servi dello Stato". La targa, firmata "I camerati", sintetizza così. 

Non ci sono i  nomi degli esecutori della strage, rivendicata dai Nuclei Armati per il Contropotere Territoriale. E neppure quella del Carabiniere che freddò Stefano Recchioni durante la sommossa che seguì l'attentato. La vicenda è stata più volte commentata. Ci sono stati interrogatori, sono stati scoperti nuovi indizi. Ma nessuna condanna è mai stata emessa.

L'attentato di Acca Larentia ha rappresentato un momento topico negli anni di piombo. Per la spirale di morti che quella strage innescò, ma anche per il mutato rapporto che, da allora, molti camerati hanno assunto verso le forze dell'ordine. A distanza di quarant'anni, resta anche qualcos'altro di quella drammatica giornata. Sono le centinaia di braccia tese al cielo che, puntuali, il 7 gennaio si danno appuntamento. Per ribadire davanti la sezione del Fronte della Gioventù, il loro immancabile "presente".

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