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Sabato, 18 Maggio 2024
Politica / Quadraro

Roma ricorda il Rastrellamento del Quadraro e lancia un appello per identificare tutte le vittime

Il 17 aprile 1944, 80 anni fa, il Quadraro fu circondato e rastrellato dalle truppe tedesche, il Comune ha ideato un progetto per identificare i nomi di tutte le persone deportate

Roma ricorda l’80esimo anniversario del rastrellamento del Quadraro e lancia un appello per identificare tutti i nomi delle persone che vennero rastrellate e deportate il 17 aprile del 1944. Il Comune ha celebrato questo importante anniversario con l’intitolazione di una strada ai Deportati del Quadraro e con un momento solenne di ricordo e raccoglimento in aula Giulio Cesare, durante il quale è stato lanciato un appello per la condivisione e la ricostruzione della memoria di quello che è stato uno dei momenti più cupi della storia di Roma durante l’occupazione nazista.

Cosa è successo il 17 aprile 1944

Esattamente 80 anni fa, con l’operazione dal nome in codice “Balena”, il Quadraro fu circondato dalle truppe tedesche e sistematicamente rastrellato con l’intento di spezzare la resistenza di un quartiere che i nazisti avevano soprannominato “Nido di vespe” e che era considerato un covo di oppositori politici, partigiani, militari renitenti e sabotatori. Furono diverse centinaia le persone, tutti uomini, deportate in Germania a seguito del rastrellamento. Molte di loro non fecero più ritorno. Per ricordare tutte le vittime e onorare la loro memoria, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri e l’assessore alla Cultura, Miguel Gotor hanno deposto due corone d’alloro alla targa commemorativa del rastrellamento del Quadraro a largo dei Quintili e successivamente al monumento in memoria dei Deportati del Quadraro nel vicino parco 17 aprile 1944. Poi, si sono recati nel quartiere Don Bosco per l’inaugurazione della targa toponomastica di “via Deportati del Quadraro – rastrellati dai nazifascisti il 17 aprile 1944”. La strada, compresa tra via Giuseppe Salvioli e piazza dei Decemviri, era finora intitolata ad Arrigo Solmi, giurista, ministro di Grazia e Giustizia dal 1935 al 1939 e in quanto tale firmatario delle Leggi Razziali del 1938.

La fine di una “stortura toponomastica”

“L’ottantesimo anniversario del rastrellamento del Quadraro è l’occasione ideale per correggere una ‘stortura toponomastica’ arrivata incredibilmente fino ai giorni nostri – spiega Gotor - quella di avere una via della nostra città intitolata ad Arrigo Solmi, firmatario delle Leggi Razziali del 1938 che dettero il via alla persecuzione degli ebrei anche in Italia. L’intitolazione oggi di quella via ai Deportati del Quadraro vuole essere un segno dell’impegno di questa amministrazione per una memoria fondata su un giudizio storico limpido e senza ambiguità circa gli avvenimenti di quegli anni lontani: un’intitolazione che sia degna di Roma, città antifascista medaglia d’oro al valor militare per la Resistenza”. 

La cerimonia in Campidoglio

Il rastrellamento del Quadraro è stato ricordato anche con una cerimonia che si è svolta in Campidoglio, nell’aula Giulio Cesare, alla presenza del sindaco Gualtieri, della presidente dell’assemblea capitolina, Svetlana Celli, dell’assessore Gotor, dei presidenti dei municipi V, Mauro Caliste, e VII, Francesco Laddaga, e della viceambasciatrice tedesca, Maria Adebhar. Nel corso della cerimonia sono state consegnate le medaglie del Natale di Roma ai parenti di 18 rastrellati, in rappresentanza delle circa 100 famiglie rintracciate e contattate grazie al lavoro di documentazione e ricerca portato avanti dal professor Pierluigi Amen per l’Anrp (Associazione nazionale reduci dalla prigionia, dall’internamento, dalla guerra di liberazione e loro familiari), con la collaborazione degli uffici dell’anagrafe capitolina. Una ricerca minuziosa, che continua ancora adesso, con il duplice obiettivo di riuscire a dare un nome e un volto a tutti i circa 750 rastrellati del Quadraro e di entrare in contatto con i familiari di tutti loro. A tale scopo, nel corso della cerimonia il sindaco Gualtieri ha annunciato la creazione, da parte di Roma Capitale, di un apposito indirizzo di posta elettronica al quale, a partire da oggi, potranno scrivere i parenti delle persone rastrellate non ancora rintracciate, così come chiunque altro possa aiutare a riannodare i fili delle storie di chi 80 anni fa è rimasto coinvolto nella feroce azione nazista. Questo l’indirizzo mail da contattare: rastrellamentodelquadraro@comune.roma.it.

“Il rastrellamento del Quadraro – sottolinea il sindaco - è uno degli episodi più cupi della Roma occupata dai nazifascisti. Un crimine compiuto con cinica determinazione e ferocia per dimostrare di poter entrare anche lì, in quel quartiere dove vivevano i combattenti più coraggiosi. Un tassello della battaglia tra la tirannia e la libertà che ha attraversato la città in quegli anni e che ha avuto altri momenti tragici, tra cui il rastrellamento del Ghetto e l'eccidio delle Fosse Ardeatine. Una tragedia che ha svuotato un intero quartiere, la cui dimensione è tutt’oggi oggetto di ricerca, verso cui c’è stata fin qui una insufficiente attenzione da parte della memoria pubblica; per questo sentiamo di aver compiuto oggi un atto di giustizia, con l’intitolazione di una strada ai ‘Deportati del Quadraro’ e con la collaborazione che come Roma Capitale vogliamo offrire alla ricerca e alla ricostruzione delle storie di tutte le persone deportate, per restituire loro finalmente dignità e gratitudine e per continuare senza sosta a coltivare la memoria”.

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