Ripensare l’ufficio mettendo al centro il benessere del lavoratore

Per molti lavoratori l’ufficio è ormai diventato una seconda casa: ecco perché la valorizzazione del workplace è fondamentale

Molti italiani trascorrono in ufficio più di 8 ore, tanto che non è un azzardo dire che, numeri alla mano, passano più tempo svegli sul luogo di lavoro che presso le proprie abitazioni: ecco perché, in un certo senso, per tanti di noi l’ufficio può essere considerato a tutti gli effetti una sorta di seconda casa.

Da qui l’esigenza di lavorare in un ambiente non solo funzionale, ma anche piacevole e capace di restituirci un’atmosfera familiare. Questo vale sia per i dipendenti che per i datori di lavoro, sempre più consapevoli che la produttività dei lavoratori è strettamente connessa all’architettura di workplace capaci di metterli a proprio agio e nelle condizioni ottimali per adempiere alle proprie mansioni.

Non deve sorprendere allora la scelta, adottata negli ultimi anni da molte realtà, di optare per soluzioni open space: la condivisione degli spazi – eliminando le barriere e mettendo in discussione un sistema gerarchico eccessivamente rigido – contribuisce infatti a stimolare la collaborazione tra i dipendenti e di conseguenza aumenta la produttività e, mettendo più strettamente a contatto tra loro le risorse allocate ai progetti, favorisce le dinamiche legate all’operatività.

Inoltre l’eliminazione di barriere architettoniche invasive, restituisce un ambiente luminoso, moderno, areato ed esteticamente accattivante, in grado di favorire la socializzazione tra i lavoratori e capace di creare una meccanica lavorativa amichevole ma al tempo stesso stimolante.

Ciò detto, questa soluzione presenta anche alcune criticità: in primis, l’esasperata condivisione degli spazi collide con la privacy del dipendente, continuamente esposto allo sguardo e alle orecchie dei colleghi, in secondo luogo, lavorare a stretto contatto con gli altri, può provocare inquinamento acustico che impatta negativamente sull’esecuzione di un lavoro, specialmente se richiede un discreto livello di attenzione e concentrazione.

Ecco perché un’organizzazione veramente ottimale dello spazio lavorativo deve ripensare l’open space classico mitigando la carenza di privacy e l’inquinamento acustico con la progettazione di aree private capaci di integrasi armonicamente con l’architettura dell’ufficio considerata nella sua totalità.

Come ottenere un simile risultato? Sicuramente può essere d’aiuto – se non addirittura strettamente necessario – rivolgersi a dei professionisti del settore che, grazie alla loro esperienza costruita sul campo, hanno maturato le competenze e le conoscenze utili a progettare l’organizzazione più funzionale possibile per uno specifico business.

Un esempio? Sistema Ufficio, realtà da oltre 30 anni attiva nel settore della consulenza e della progettazione per uffici e che pone il benessere del dipendente come pietra angolare del proprio lavoro.

Il modus operandi di Sistema Ufficio è quello di offrire al cliente un servizio a 360° che include: consulenza e progettazione degli spazi; un project manager dedicato fino al compimento dei lavori; progetti customizzati di space planning che puntano sia al benessere del lavoratore che a rendere l’ufficio un posto confortevole, attraverso l’utilizzo di materiali, mobili, luci e colori, dove incontrare clienti. Anche il collaudo tecnico fa parte dei servizi offerti come la valutazione degli spazi di ingombro, quantità e tipologia di luce artificiale o naturale necessaria, razionalizzazione degli spazi d’archivio E, una volta confermato il progetto, fino alla scelta dei materiali e all’ordine degli arredi che verranno installati.

Arper-2

Chiaramente i progetti – che seguono i trend più innovativi in materia di progettazione di interni – sono studiati e modellati sulle esigenze specifiche dei clienti, con proposte di design di Arper capaci di combinare eleganza e funzionalità, come le pareti  vetrate di Mascagni, che restituiscono spazi individuali senza ricorrere all’invasività della muratura, o il SE:CUBE, letteralmente un cubo di varie grandezze chiuso da superfici vetrate che può essere totalmente personalizzato – dal rivestimento esterno, passando per la moquette e arrivando alle pareti interne – che evita il completo isolamento e crea uno spazio privato ideale per telefonate importanti.

SECUBE-2

Tante idee, insomma, al servizio di un’unica missione: restituire al dipendente quel benessere che si aspetta da una seconda casa e metterlo nelle condizioni ottimali per fare quel che deve fare. 

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