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Perdita d’udito? Inverti la tendenza!

Un nuovo sistema di bilanciamento rivoluziona gli apparecchi acustici

L’età avanza e le percezioni sensoriali ne risentono: vista e udito, in particolare regrediscono, rendendo sempre più difficoltoso distinguere con chiarezza volti e parole, suoni e rumori.
Basti pensare ai nostri nonni, ma anche ai nostri genitori: con il passare degli anni, quasi inevitabilmente finiamo col vederli inforcare gli occhiali e parallelamente ci ritroviamo a ripetere le frasi e a parlare a voce più alta per farci capire da loro.

Per il calo della vista, da lungo tempo, l’uso di occhiali o lenti a contatto garantisce un argine al deterioramento: sebbene non basti a recuperare integralmente la visione originaria, permette di tamponare, almeno nella quotidianità, il problema, mettendo presbiti e miopi nella condizione di correggere i relativi problemi di messa a fuoco.

Diverso e più complesso il caso dell’udito: una risposta analogamente comoda e semplice non è disponibile. La conformazione dell’organo uditivo, infatti, richiede una soluzione tecnologicamente più articolata. Per questa ragione il calo dell’udito a lungo non ha avuto un rimedio efficace. Non solo: i primi apparecchi acustici, se in termini assoluti permettevano un recupero dell’udito, fallivano nel restituire al portatore un’accettabile chiarezza uditiva.

In altri termini, in presenza di confusione e rumori provenienti da diverse fonti, ciò che doveva essere la soluzione, lungi dall’alleviare il senso di straniamento, contribuiva a causarlo. Il punto è che non è sufficiente “sentirci di più”, ma è necessario “sentirci meglio”.
Ed ecco entrare in gioco il bilanciamento, ovvero la regolazione del funzionamento dell’apparecchio acustico sulla base dell’esperienza personale del paziente che soffre di perdita d’udito.­ I metodi di bilanciamento proposti dalle case produttrici, tuttavia, utilizzano software basati su algoritmi predittivi preimpostati e precalcolati al computer e dunque consentono un limitato adattamento alla perdita uditiva specifica del singolo paziente compromettendone il reale recupero uditivo. Oggi però le cose stanno cambiando grazie al metodo NPA Nuovo Protocollo Audioprotesico® di esclusiva proprietà della Più UDITO Group®

Rispetto ai metodi di bilanciamento proposti dalle case produttrici, il bilanciamento NPA va oltre questo limite utilizzando un sistema denominato Real Time Audioprosthetic Balancing®: una raffinata regolazione dell’apparecchio acustico sulla base del reale quadro audiologico del paziente.

Ciò mette quest’ultimo nella condizione di recuperare la massima chiarezza uditiva possibile. Un servizio che grazie alle offerte di Più UDITO Group® - rivolte sia a coloro già in possesso di apparecchio acustico, sia a chi deve ancora muovere i primi passi per contrastare il calo dell’udito – riesce a combinare innovazione e accessibilità: un rivoluzionario passo avanti verso il recupero della chiarezza uditiva delle persone affette da ipoacusia e il conseguente miglioramento della loro qualità della vita.

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